Cassazione Penale, Sentenza n. 16447/2024 del 19/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della conferma del sequestro preventivo di un'autovettura (Mercedes‑Benz GLC 250D) disposta in indagini per traffico di stupefacenti. Il ricorrente contestava: 1) il difetto assoluto di motivazione dell'ordinanza del Tribunale di Torino; 2) l'erronea identificazione del ricorrente con un soggetto indicato come "Gueye Berhane (o Birane)"; 3) la mancata verifica della provenienza lecita dei fondi usati per l'acquisto dell'autoveicolo (sostenendo che i soldi sarebbero provenuti da rimesse lecite a favore dell'altro soggetto) e l'assenza di motivazione circa il vincolo di pertinenzialità tra vettura e attività di spaccio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul punto della motivazione, ha ritenuto che il ricorrente non avesse dedotto la totale carenza di motivazione (necessaria per un rimedio in Cassazione ai sensi dell'art. 325 c.p.p.), ma si fosse limitato a "non condividere" le conclusioni del Tribunale, il che non rende ammissibile il gravame. Quanto all'identificazione del ricorrente con "Gueye", il Collegio ha ritenuto adeguatamente motivati gli elementi probatori (somiglianza delle immagini sui documenti e dichiarazioni del tassista che lo conosceva con quell'alias) che, nello stadio cautelare, giustificano la sovrapposizione delle due identità. Una volta ritenuta la sovrapponibilità, la Corte ha condiviso il ragionamento del Tribunale secondo cui le somme impiegate per l'acquisto (oltre 31.000 euro in contanti) sono da ritenersi provento dell'attività di spaccio, non essendo emerse altre fonti lecite a carico del ricorrente. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).
Norme richiamate
Limita l'impugnabilità in Cassazione dei provvedimenti cautelari reali alla sola deduzione di vizio di violazione di legge; i rilievi sulla motivazione sono ammissibili in Cassazione solo se attengono alla totale carenza di motivazione (grafica o sostanziale) o a motivazione meramente apparente, riconducibile a violazione di legge.
art. 125, comma 3, cod. proc. pen.
Impone che i provvedimenti giurisdizionali siano dotati di motivazione idonea a rappresentarne le ragioni, pena la nullità; da questo deriva che solo la totale mancanza o apparente motivazione può configurare un vizio rilevante in Cassazione.
Prevede la condanna alle spese e la possibilità di infliggere una somma alla Cassa delle ammende per ricorsi manifestamente infondati; applicata qui per condannare il ricorrente a 3.000 euro.
Massime di principio
- In Cassazione contro provvedimenti di sequestro cautelare è necessario dedurre un vizio di legge: il semplice dissenso sulla valutazione dei fatti o sulla congruità della motivazione non basta per l'ammissibilità del ricorso.
- Per censurare la motivazione di un provvedimento in sede di Cassazione occorre dimostrare la sua totale carenza (grafica o sostanziale) o che la motivazione sia meramente apparente e quindi riconducibile a violazione di legge.
- Nella fase cautelare il giudice può fondare i suoi convincimenti su indizi e elementi circostanziali (es. somiglianza documentale, dichiarazioni di terzi); tali apprezzamenti di fatto, adeguatamente motivati, non sono sindacabili in Cassazione salvo vizi di legge.
- Se si contesta la provenienza lecita di fondi impiegati per acquisti, è strategico produrre elementi concreti e documentali attestanti la legittimità delle risorse (bonifici, ricevute, contratti di lavoro, documentazione bancaria) già nelle fasi di merito e di riesame, altrimenti l'inferenza di provento del reato può essere ritenuta ragionevole.
- I ricorsi manifestamente infondati possono comportare condanne alle spese e sanzioni (Cassa delle ammende); prima di proporre ricorso in Cassazione è opportuno valutare se la doglianza attiene a vizio di legge e se vi sono profili formali di nullità o totale carenza motivazionale.
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