Cassazione Penale, Sentenza n. 3878/2025 del 30/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Turrisi è stato condannato per diffamazione aggravata per post su Facebook in cui, reagendo all'assunto maltrattamento di un gattino da parte di Ruffino, scrisse frasi del tenore "invece mercoledì mattina andiamo tutti ad aspettarlo e sputargli in faccia" e "è una merda". Il ricorrente ha impugnato sostenendo assenza del dolo offensivo perché mosso da indignazione e facendo valere la scriminante del diritto di critica (art. 51 c.p.) nonché, in subordine, la rilevanza della particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis c.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza della Corte d'appello di Caltanissetta e ha rinviato per nuovo esame ad altra sezione della Corte d'appello. I giudici di legittimità hanno ritenuto carente e incompleta la motivazione dell'appello: la Corte d'appello non ha adeguatamente valutato il contesto fattuale (quanto effettivamente percepito dall'imputato circa il maltrattamento), il tenore complessivo del linguaggio e la presenza di altri commenti sui social che accompagnavano il post; inoltre non ha spiegato se le espressioni potessero rientrare nel diritto di critica per 'contenuta' severità o se, invece, travalicassero tale limite, né ha valutato esaustivamente la possibile applicazione della particolare tenuità ex art. 131-bis. Per questi motivi la sentenza è annullata e il caso è rimandato per nuova decisione.
Norme richiamate
art. 595 cod. pen. comma 3 (diffamazione aggravata)
comma 3 dell'articolo 595 cod. pen.
La norma punisce la diffamazione aggravata; la sentenza impugnata aveva applicato questa norma per le espressioni offensive pubblicate su Facebook che avrebbero leso la reputazione della persona offesa.
art. 51 cod. pen. (scriminante del diritto di critica)
Il diritto di critica può scriminare l'offesa quando le espressioni, pur offensive, stigmatizzano un fatto ritenuto grave e sono valutate nel complessivo contesto con 'contenuta' durezza; occorre verificare linguaggio, contesto, e se vi sia gratuito ludibrio dell'altrui reputazione.
art. 131-bis cod. pen. (particolare tenuità del fatto)
articolo 131-bis cod. pen.
La disposizione consente di non procedere quando il fatto è di particolare tenuità, tenendo conto dei limiti edittali, dell'incensuratezza e dell'esiguità del danno o del pericolo; la Corte ha chiesto una valutazione chiara e motivata di tali condizioni prima di escludere la rilevanza penale.
Massime di principio
- Il diritto di critica sui social può scriminare espressioni dure se esse sono strettamente connesse a fatti ritenuti oggettivamente gravi e mantengono un livello di 'contenuta' asperità: conta il contesto, il linguaggio, la percezione concreta del fatto e la pluralità dei destinatari.
- La valutazione giudiziaria deve ricostruire con precisione il contesto fattuale (ciò che il soggetto ha visto e inteso) e il corredo di commenti, perché il contesto influisce sul confine tra critica lecita e offesa gratuita.
- L'ammissione parziale dell'evento lesivo da parte della persona offesa (es. aver involontariamente colpito l'animale) non esclude automaticamente la diffamazione, ma favorisce un'applicazione più attenta della scriminante del diritto di critica.
- Per riconoscere la particolare tenuità ex art. 131-bis è necessario motivare espressamente rispetto ai limiti edittali, all'assenza di precedenti e all'effettiva esiguità del danno o pericolo: la semplice invocazione non è sufficiente.
- Se il giudice d'appello non motiva adeguatamente su contesto, contenuto e possibili scriminanti o attenuanti di tenuità, la Corte di Cassazione annullerà e rinvierà per un nuovo esame.
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