Cassazione Penale, Sentenza n. 23838/2025 del 25/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione deducente inosservanza di norme processuali e violazione del diritto di difesa (art. 606, comma 1, lett. c, c.p.p., in relazione agli artt. 108 e 178 lett. c, c.p.p.): si lamentava che, a seguito di revoca del difensore precedentemente incaricato e di nomina di nuovo difensore oltre il termine previsto, non era stato concesso il termine a difesa e il nuovo difensore non aveva avuto conoscenza del fascicolo, con conseguente pregiudizio del diritto di difesa
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Motivi principali: 1) il processo d'appello si era svolto in forma cartolare e la nomina del nuovo difensore è pervenuta oltre il termine emergenziale di cinque giorni prima dell'udienza, per cui non vi era effettivo spazio per la presentazione di una memoria; 2) la nomina tardiva del difensore non comporta automaticamente il diritto al rinvio: l'art. 108 c.p.p. tutela una difesa effettiva ma va bilanciata con il principio della ragionevole durata del processo e non può essere strumento di dilazione; la difesa non ha indicato quale seria facoltà difensiva il nuovo avvocato avrebbe esercitato né ha dimostrato un concreto vulnus; 3) l'art. 107 commi 3-4 c.p.p. garantisce che in caso di revoca o rinuncia la parte non rimanga priva di assistenza fino a che il nuovo difensore non sia formalmente costituito, perciò l'imputato non è rimasto senza tutela. Conseguenze pratiche: inammissibilità del ricorso, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.)
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. c, cod. proc. pen.
art. 606, comma 1, lett. c, c.p.p.
Fondamento del motivo di cassazione: si invoca la violazione di norme procedurali e del diritto di difesa come causa di annullamento; la Corte ritiene il motivo manifestamente infondato perché non dimostrato il concreto pregiudizio
Garantisce il termine a difesa per il nuovo difensore, ma non attribuisce automaticamente il diritto al rinvio dell'udienza ogni volta che la nomina avviene tardivamente; il diritto di difesa va bilanciato con l'esigenza di non permettere manovre dilatorie
art. 178, lett. c, cod. proc. pen.
Richiamato nel vizio prospettato relativo alla irregolarità del procedimento difensivo; la Corte non ravvisa violazione applicabile nella fattispecie concreta
art. 107, commi 3 e 4, cod. proc. pen.
art. 107, commi 3 e 4 c.p.p.
Stabilisce che rinuncia o revoca del difensore non producono effetti finché la parte non risulti assistita dal nuovo difensore; ciò evita che l'imputato resti senza tutela e giustifica la Corte nel ritenere che non vi sia stato deprivation della difesa
Norma che consente la condanna alle spese e la fissazione di una somma a titolo di ammenda in caso di ricorso inammissibile o manifestamente infondato; utilizzata per imporre al ricorrente il pagamento di euro 3.000
Giurisprudenza citata (Sez. 4, n. 4928 del 27/10/2022, dep. 2023, Fattore, Rv. 284094 - 01)
Sez. 4, n. 4928 del 27/10/2022 (Fattore)
Principio richiamato: la nomina tardiva del difensore non determina automaticamente diritto al rinvio; occorre evitare che nomine o revoche siano utilizzate come strumento dilatorio
Massime di principio
- La nomina tardiva di un difensore non garantisce automaticamente il rinvio dell'udienza: il difensore che invoca l'inidoneità del tempo residuo deve dimostrare un concreto pregiudizio e indicare le attività difensive che non ha potuto svolgere
- Nei processi svolti in forma cartolare (decisione basata sugli atti), la possibilità per il neo-difensore di intervenire è più limitata e la giustificazione per un rinvio è più difficile da ottenere
- L'art. 107 c.p.p. tutela la continuità dell'assistenza tecnica: revoca o rinuncia non lasciano la parte senza difensore finché il nuovo non risulti costituito, il che riduce la possibilità di sostenere di essere privo di assistenza
- Il diritto di difesa va bilanciato con il principio della ragionevole durata del processo: le nomine e le revoche strategiche vicine alle udienze possono essere considerate atti dilatori e non saranno gratificate dal giudice
- Per chiedere efficacemente il rinvio conviene: (a) formulare tempestiva istanza motivata subito dopo la nomina tardiva, (b) documentare perché il nuovo difensore non ha potuto predisporre gli atti e quale specifica attività difensiva intendeva svolgere, (c) evitare revoche/nomine last-minute senza giustificato motivo
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