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Cassazione Penale, Ordinanza n. 26495/2026 del 15/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza del Tribunale di Pisa che l'aveva prosciolta per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. in relazione al delitto di simulazione di reato. In concreto, il fatto riguardava la presentazione di una falsa denuncia di furto, seguita da ritrattazione avvenuta dopo un giorno. Con il ricorso si denunciavano vizio di motivazione e violazione di legge, sostenendo che la ritrattazione immediata e spontanea avrebbe dovuto escludere la rilevanza penale della condotta, perché intervenuta in un ristretto lasso temporale e prima che fossero avviate indagini, e perché il fatto denunciato era privo di concreti indizi iniziali.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondate le censure, osservando che la ritrattazione può escludere la punibilità per simulazione di reato solo se interviene nel medesimo contesto della denuncia, in continuità temporale e tale da impedire anche l'avvio di investigazioni preliminari, così da integrare un reato impossibile per inidoneità dell'azione. Nel caso concreto, inoltre, il delitto di cui all'art. 367 c.p. è reato di pericolo e basta la falsa denuncia idonea a rendere astrattamente possibile l'attività investigativa; non rilevando che il fatto apparisse inverosimile o che la ritrattazione sia avvenuta dopo un giorno, poiché la Corte territoriale aveva correttamente escluso che mancasse persino la possibilità di un inizio di procedimento penale. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    Richiamato come causa di proscioglimento per particolare tenuità del fatto già applicata dal giudice di merito; la Corte ne valuta indirettamente il presupposto rispetto alla contestata simulazione di reato.

  • art. 367 c.p.

    Norma incriminatrice della simulazione di reato; la Corte ribadisce che si tratta di reato di pericolo, configurabile quando la falsa denuncia renda astrattamente possibile un'attività investigativa.

  • art. 49 c.p.

    Richiamato per affermare che la ritrattazione può neutralizzare la condotta solo se avviene nel medesimo continuum della denuncia, rendendo l'azione inidonea e trasformando il fatto in reato impossibile.

Massime di principio

  • Nel delitto di simulazione di reato, la ritrattazione della falsa denuncia non elimina la tipicità se interviene dopo che la condotta ha già avuto la potenzialità di attivare accertamenti investigativi; occorre una resipiscenza immediata, nel medesimo contesto spazio-temporale dell'illecito, tale da impedire qualsiasi attività preliminare degli organi inquirenti.
  • La simulazione di reato è un reato di pericolo: è sufficiente che la denuncia falsa renda astrattamente possibile l'intervento investigativo; non è necessario che l'indagine sia effettivamente iniziata.
  • Il reato non è escluso per il solo fatto che la denuncia appaia inverosimile, salvo che l'inverosimiglianza sia tale da escludere fin dall'inizio anche la mera possibilità di avvio di un procedimento penale.
  • La ritrattazione successiva alla denuncia, se non collocata in un continuum con essa, non determina un reato impossibile per inidoneità dell'azione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCause di non punibilitàFavoreggiamento personale
RamiProcesso penaleParte generaleReati contro l'amministrazione della giustizia
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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