Cassazione Penale, Sentenza n. 11263/2022 del 28/03/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere per il reato di tentato omicidio in danno di Shamloul Fekry Tadros Mlak. Il ricorrente denunciava carenza di motivazione e travisamento della prova per omessa valutazione di atti rilevanti: il lungo intervallo temporale (oltre sei anni) dall'evento, l'interpretazione delle conversazioni intercettate (che a suo dire sarebbero semplici sfoghi e non prove di intenzioni violente), la convivenza prolungata nella stessa località senza ulteriori episodi e il fatto che, pur avendo avuto occasioni, non avrebbe posto in essere nuove azioni violente.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto fondato il giudizio del Tribunale circa la persistenza del pericolo di reiterazione ex art. 274, lett. c) c.p.p., fondandosi su precedenti penali significativi e sul comportamento violento dimostrato (commissione dell'agguato mediante esecutori materiali). Ha attribuito rilievo probatorio alle intercettazioni recenti (aprile-maggio 2021) che manifestavano rancore e richieste reiterate dell'indirizzo di Tadros accompagnate da minacce, non qualificandole come meri sfoghi. La Corte ha chiarito che il requisito dell"attualità del pericolo, introdotto dalla legge 16/4/2015 n.47, non richiede l'imminenza di una specifica occasione di reato ma la presenza di elementi recenti e sintomatici della pericolosità; inoltre la custodia in carcere è stata ritenuta proporzionata e necessaria per impedire nuovi agguati. Il ricorrente è stato altresì condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
ricorso proposto ex art. 310 cod. proc. pen.
Norma procedurale che regola l'impugnazione avverso provvedimenti cautelari; utilizzata come titolo dell'appello presentato dal ricorrente.
art. 274, lett. c) cod. proc. pen.
art. 274, lett. c) cod. proc. pen.
Prevede la custodia cautelare per il pericolo di consumazione di gravi delitti con uso di armi o altri mezzi di violenza personale. La Corte ha interpretato l'elemento dell"attualità del pericolo come compatibile con una valutazione basata su indicatori recenti e sulla personalità del soggetto, senza richiedere l'imminenza di una specifica occasione di reato.
ha modificato il testo dell'art. 274, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
Ha introdotto nel requisito cautelare l'espressione dell"attualità del pericolo di reiterazione. La giurisprudenza richiamata nella sentenza precisa che tale attualità non equivale all'imminenza, ma richiede elementi recenti e attuali che dimostrino la persistenza del pericolo.
Massime di principio
- Il requisito dell"attualità del pericolo non richiede l"imminenza di una specifica occasione di reato: è sufficiente la presenza di elementi recenti e sintomatici che dimostrino la persistenza della pericolosità.
- La personalità dell"indagato e i precedenti penali, se connessi a comportamenti violenti e supportati da atti recenti, possono costituire base valida per la misura cautelare anche se il fatto originario è datato.
- Intercettazioni o dichiarazioni recenti che esprimono rancore, minacce o richieste reiterate (es. richiesta dell"indirizzo della vittima) possono essere valutate come espressione di concreta intenzione a porre in essere nuove condotte violente, non semplici sfoghi.
- La convivenza o la presenza prolungata nella stessa località senza episodi non determina automaticamente l"esclusione del pericolo; va valutata insieme ad altri elementi di contesto e della personalità.
- La scelta della misura deve essere proporzionata: la custodia in carcere è giustificata quando le altre cautele non appaiono idonee a neutralizzare il concreto rischio di reiterazione.
- La valutazione cautelare è in larga parte prognostica ed ammette una fisiologica opinabilità: il giudice può fondare la decisione su inferenze logiche tratte da comportamenti e circostanze recenti.
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