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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26007/2025 del 15/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Richiesta di riconoscimento del vincolo della continuazione tra fatti oggetto di distinte decisioni irrevocabili. Il ricorrente sosteneva che la contiguità spazio-temporale, l'omogeneità del contesto e l'intento comune di procurarsi denaro erano indizi significativi di un unico disegno criminoso. Il giudice dell'esecuzione aveva invece negato la continuazione ritenendo che, nonostante la vicinanza temporale e l'omogeneità, i due episodi fossero fatti violenti e brutali ideati separatamente; inoltre aveva valorizzato il risultato economico già conseguito nella prima rapina e il modus operandi come indici di proclività a delinquere, non di unità di ideazione, e aveva rilevato la mancata allegazione da parte del ricorrente di elementi probatori della medesima progettazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha richiamato i principi sul requisito della 'unità di ideazione' per la continuazione (art. 81 c.p., comma 2) e gli indici da valutare: omogeneità delle violazioni e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, modalità della condotta, sistematicità, programmazione delle azioni e che i reati successivi fossero stati programmati almeno nelle linee essenziali. La Corte ha ritenuto erronea la valutazione negativa fondata sull'intensità della violenza, osservando che tale elemento può indicare impulsività e non esclude una progettazione unitaria; ha inoltre precisato che l'onere dell'interessato è di valorizzare gli indicatori e non di fornire una prova piena. Per questi motivi la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e disposto un nuovo giudizio in merito al riconoscimento della continuazione.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p., comma 2

    La continuazione richiede l'unità di ideazione: una rappresentazione unitaria, già dal momento ideativo, delle diverse condotte almeno nelle loro linee essenziali; non si identifica con una scelta di vita o con la mera abitualità a delinquere.

  • Sez. I n. 40123 del 22.10.2010 (giurisprudenza)

    Richiama che la semplice ricaduta nel reato o l'abitualità non integrano di per sé l'elemento intellettivo della continuazione; serve verifica concreta dei tempi e delle modalità per accertare l'unità di ideazione.

  • Sez. I n. 12905 del 17.3.2010 (giurisprudenza)

    La programmazione può essere generale e non necessariamente dettagliata: è sufficiente che i reati risultino previsti almeno in linea generale come mezzi per il conseguimento di un unico fine.

  • Sez. Un. n. 28659 del 18.5.2017 (giurisprudenza)

    In sede esecutiva come in cognizione è indispensabile una verifica approfondita degli indicatori (omogeneità, contiguità spazio-temporale, modalità, sistematicità, programmazione) e non è sufficiente valorizzare isolatamente qualche indice se i reati risultano comunque frutto di determinazione estemporanea.

Massime di principio

  • Per ottenere il riconoscimento della continuazione è necessario dimostrare (anche attraverso elementi indiziari) l'unità di ideazione: non basta la reiterazione o la mera propensione a delinquere.
  • Gli indicatori rilevanti sono: contiguità spazio-temporale, medesima direzione finalistica (es. procurarsi denaro), analogia delle modalità della condotta, sistematicità e programmazione almeno nelle linee essenziali.
  • L'intensità della violenza o il profitto conseguito non escludono di per sé la continuazione: possono indicare impulsività o esecuzione più violenta di un disegno unitario.
  • L'onere del ricorrente è di valorizzare dialetticamente gli elementi che indicano l'unità del progetto criminoso; non è richiesta prova piena in sede esecutiva, ma una rappresentazione degli indici utilizzabili.
  • Il giudice di merito deve compiere un esame concreto e motivato degli indici: motivazioni contraddittorie o fondate su ragionamenti criminologici precari possono giustificare annullamento e rinvio.
  • Se in sede di cognizione i fatti sono stati già unificati o trattati collegialmente ciò rappresenta un indice significativo da valutare nella richiesta di continuazione in sede esecutiva.

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