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Sentenza

Sentenza n. 1764/2026 - Catania, Sezione 4

per l'annullamento, previa misura cautelare, - del decreto della Questura di -OMISSIS-n. Div. Pas / n. -OMISSIS- del 16 aprile 2025, di diniego dell'aggiornamento della carta di soggiorno; - di ogni altro atto ad esso presupposto, collegato e conseguente.

Giustizia amministrativa202501699

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell'aggiornamento della carta di soggiorno, successivamente seguito da un nuovo diniego adottato in esecuzione di un remand cautelare

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione dell'interno)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il decreto della Questura del 16 aprile 2025, con cui era stato negato l'aggiornamento della carta di soggiorno, chiedendone l'annullamento previa tutela cautelare. Nel corso del giudizio, con ordinanza cautelare del 3 ottobre 2025, il Tribunale aveva disposto un remand. A seguito di tale misura, l'amministrazione ha adottato un nuovo provvedimento di rigetto in data 28 novembre 2025, depositato in giudizio il 18 dicembre 2025. La ricorrente non ha impugnato il nuovo diniego. Il Collegio, all'udienza pubblica, ha dato avviso alle parti della possibile improcedibilità per omessa impugnazione del nuovo provvedimento. La ricorrente ha inoltre depositato il 9 giugno 2026 una nota contenente, oltre alla richiesta di passaggio in decisione, argomentazioni sostanzialmente riconducibili a una memoria difensiva oltre il termine previsto dall'art. 73, comma 1, c.p.a.; l'amministrazione ne ha eccepito l'inammissibilità.

La decisione

Il TAR ha dichiarato inammissibile la parte della nota depositata il 9 giugno 2026 eccedente la mera richiesta di passaggio in decisione, poiché sostanzialmente integrante una memoria tardiva depositata in violazione dell'art. 73, comma 1, c.p.a. Ha poi dichiarato improcedibile il ricorso, rilevando che il nuovo diniego adottato dall'amministrazione dopo il remand cautelare non era stato impugnato e che, pertanto, non residuava un interesse attuale alla decisione sul precedente provvedimento. Le spese sono state compensate in considerazione del remand disposto nel corso del giudizio. È stato ordinato l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 1, c.p.a.

    Il termine per il deposito delle memorie difensive deve essere rispettato; la nota tardiva è inammissibile nella parte in cui eccede la richiesta di passaggio in decisione e contiene sostanziali argomentazioni difensive.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Il giudice deve segnalare alle parti le questioni rilevate d'ufficio, come il possibile difetto di interesse attuale conseguente all'adozione di un nuovo provvedimento non impugnato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ricorrendone i presupposti, il giudice dispone l'oscuramento delle generalità e degli altri dati idonei a identificare la parte.

Massime di principio

  • Quando, dopo un remand disposto dal giudice amministrativo, l'amministrazione adotta un nuovo provvedimento lesivo e tale provvedimento non viene impugnato, il ricorso originario diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sul precedente atto.
  • Una nota depositata oltre il termine per le memorie è inammissibile nella parte in cui, oltre a chiedere il passaggio in decisione, contiene argomentazioni difensive sostanzialmente qualificabili come memoria non autorizzata.
  • Prima di dichiarare d'ufficio l'improcedibilità per mancata impugnazione del nuovo provvedimento, il giudice deve sottoporre la relativa questione al contraddittorio delle parti ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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