Sentenza n. 1965/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'annullamento del provvedimento prot. numero P-NA/L/Q/2023/118376 29.03.2025 avente ad oggetto revoca del nulla osta all'ingresso rilasciato in data 14.09.2023.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: revoca del nulla osta all'ingresso per mancata sottoscrizione del contratto di soggiorno con il datore di lavoro originario
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente aveva ottenuto nel settembre 2023 un nulla osta per lavoro subordinato, era entrato regolarmente in Italia e, a causa dell'inerzia dell'Amministrazione nella convocazione per la sottoscrizione del contratto di soggiorno, aveva iniziato nell'aprile 2024 attività lavorativa a termine alle dipendenze del datore originariamente indicato, proseguita fino al luglio 2024. Dopo la rinuncia del datore alla prosecuzione del rapporto, formalizzata nel dicembre 2024, l'Amministrazione aveva revocato il nulla osta per la mancata sottoscrizione del contratto di soggiorno. Il ricorso deduceva plurimi vizi di violazione di legge ed eccesso di potere, con particolare riguardo alla mancata considerazione dell'effettiva attività lavorativa svolta, dell'inserimento sociale e lavorativo maturato nel frattempo, del lungo intervallo tra il rilascio e la revoca del nulla osta e dell'inerzia amministrativa che aveva impedito la tempestiva formalizzazione del rapporto.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e annullato la revoca. Ha ritenuto rilevanti l'ingresso regolare in Italia in forza del nulla osta, l'inerzia dell'Amministrazione nella convocazione delle parti, il consistente lasso temporale tra il rilascio e la revoca e l'effettivo svolgimento dell'attività lavorativa. Il decorso del tempo non era imputabile al ricorrente e l'Amministrazione non poteva addossargli le conseguenze sfavorevoli della propria inerzia. Prima di adottare la revoca, l'Autorità avrebbe dovuto valutare l'inserimento sociale, familiare e lavorativo maturato dallo straniero, la durata del soggiorno, i legami familiari, i rapporti di lavoro in Italia e i legami con il Paese d'origine, nonché considerare la possibilità di rilasciare un titolo per attesa occupazione, anche alla luce delle circolari ministeriali. Le spese di lite sono state compensate.
Norme richiamate
Il procedimento di ingresso per lavoro subordinato e la sottoscrizione del contratto di soggiorno devono essere applicati considerando le circostanze concrete e l'effettivo rapporto lavorativo instaurato; la mancata formalizzazione non può essere automaticamente imputata allo straniero quando dipenda dall'inerzia amministrativa.
art. 5, comma 11, d.lgs. 286/1998
Nel valutare la posizione dello straniero ai fini del rilascio o della conversione del titolo di soggiorno, l'Amministrazione deve considerare l'inserimento sociale, familiare e lavorativo maturato in Italia e i legami con il Paese d'origine.
Massime di principio
- La revoca del nulla osta all'ingresso per mancata sottoscrizione del contratto di soggiorno non può fondarsi automaticamente sulla sola mancata formalizzazione quando lo straniero sia entrato regolarmente in Italia, abbia effettivamente iniziato l'attività lavorativa e la mancata convocazione o formalizzazione sia dipesa dall'inerzia dell'Amministrazione.
- Quando il decorso del tempo tra il rilascio del nulla osta e l'adozione della revoca dipende dall'inerzia amministrativa, l'Amministrazione non può trasferire sullo straniero l'alea e le conseguenze sfavorevoli del ritardo non imputabile a quest'ultimo.
- Prima di revocare un nulla osta all'ingresso per lavoro, l'Amministrazione deve valutare concretamente l'inserimento sociale, familiare e lavorativo maturato medio tempore, considerando la durata del soggiorno, i legami familiari, i rapporti di lavoro in Italia e i legami con il Paese d'origine.
- L'Amministrazione deve considerare, ove ne ricorrano i presupposti, la possibilità di rilasciare allo straniero un titolo per attesa occupazione, anziché limitarsi a revocare il nulla osta senza ponderare la situazione lavorativa e sociale sopravvenuta.
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