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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41876/2024 del 13/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Tribunale di Sorveglianza di L'Aquila, con ordinanza del 23/05/2024, aveva revocato l'affidamento in prova al servizio sociale disposto il 23/05/2023 nei confronti di Yassine e dichiarato espiata la pena fino al 5/03/2024. Il ricorrente, tramite difensore, ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'art. 47-ter ord. pen., lamentando che il Tribunale non ha motivato in ordine alla richiesta, formulata in udienza e con apposita memoria, di applicare in subordine la misura della detenzione domiciliare nel caso di revoca dell'affidamento.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha sancito che la richiesta di detenzione domiciliare, presentata in subordine all'affidamento, è ammissibile anche in sede di udienza di revoca e che il Tribunale era obbligato a motivare sul punto. Poiché il Tribunale di L'Aquila ha omesso di esaminare e motivare specificamente le ragioni per cui la detenzione domiciliare non sarebbe idonea a contenere la pericolosità del condannato, la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente a tale omissione e ha disposto il rinvio al Tribunale di Sorveglianza di L'Aquila per nuovo esame esclusivamente sulla richiesta di detenzione domiciliare. Le altre valutazioni di revoca restano in piedi.

Norme richiamate

  • art. 47-ter ord. pen.

    La Corte interpreta la norma nel senso che la domanda di applicazione della detenzione domiciliare, presentata in subordine all'affidamento in prova, è ammissibile anche nell'udienza di revoca; la verifica dei presupposti materiali (in particolare la prognosi favorevole) è comune alle due misure e non richiede un autonomo, separato accertamento. Pertanto il Tribunale è tenuto ad affrontare e motivare specificamente la richiesta alternativa; l'omissione di tale valutazione legittima l'annullamento parziale e il rinvio.

Massime di principio

  • La richiesta di detenzione domiciliare presentata in subordine all'affidamento in prova è ammissibile anche in sede di udienza per la revoca dell'affidamento; non va considerata irricevibile solo perché l'udienza verte sulla revoca.
  • Il giudice che decide la revoca deve esaminare e motivare espressamente anche la richiesta alternativa (detenzione domiciliare); il rifiuto implicito o la mancata considerazione costituiscono vizio di motivazione.
  • Se il tribunale omette di motivare sulla misura alternativa, il ricorso del beneficiario può ottenere l'annullamento limitato dell'atto e il rinvio per un nuovo esame sul punto, senza che ciò modifichi automaticamente le altre statuizioni già adottate.
  • Per il difensore è strategico formulare la richiesta alternativa per iscritto e farla risultare in udienza, richiedendo esplicita valutazione e motivazione da parte del giudice, così da creare i presupposti per impugnare eventuali omissioni.
  • La valutazione della sussistenza della prognosi favorevole è rilevante per entrambe le misure e, quando presente, agevola l'esame dell'alternativa; tuttavia il giudice deve sempre spiegare perché la misura minore sarebbe o non sarebbe idonea a contenere la pericolosità del condannato.

Testo integrale

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