Cassazione Penale, Sentenza n. 26116/2024 del 03/07/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Napoli del 05/06/2023 che, in parziale riforma della sentenza di primo grado, aveva rideterminato le pene accessorie, rigettato il sequestro conservativo, confermato le condanne per bancarotta distrattiva/documentale e disposto statuizioni civili. Conte censurava, tra l'altro: 1) mancato riconoscimento del legittimo impedimento per detenzione domiciliare e mancata traduzione all'udienza del 20/02/2023; 2) insufficiente accertamento in ordine alla natura dei bonifici per €392.300 e alla polizza in pegno per €1.040.000, sostenendo che si trattasse di restituzione di un precedente finanziamento o di contropartita per garanzia bancaria e che non vi fosse pregiudizio ai creditori; 3) inesistenza di distrazione rispetto a rapporti con la Rotul Enterprises; 4) erronea applicazione della recidiva qualificata e della continuazione fallimentare; 5) illegittima reformatio in peius sulla responsabilità civile senza rinnovazione istruttoria. Veneruso deduceva, in sostanza, la sua estraneità soggettiva e la mancanza di contributo causale alle condotte, contestava la qualificazione delle operazioni come distrattive e chiedeva riconoscimento di un diverso profilo soggettivo/qualificatorio (anche estinzione per prescrizione).
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso di Conte Tullio solo sul primo motivo (error in procedendo): ha ritenuto che la Corte territoriale abbia errato nel ritenere tacita rinuncia a comparire mentre la detenzione domiciliare, documentalmente comunicata, costituisce legittimo impedimento che impone il rinvio e la traduzione dell'imputato. Ne è conseguito l'annullamento della sentenza impugnata limitatamente alla posizione di Conte e il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli. Il ricorso di Veneruso Rosa è stato dichiarato inammissibile o manifestamente infondato nei vari motivi; la Cassazione ha confermato la valutazione di merito circa la natura distrattiva delle operazioni contestate, rigettando le censure difensive, ha ritenuto corretta la valutazione sulla non configurabilità della restituzione quale regolare rimborso soci e ha escluso violazioni procedurali nell'esame delle statuizioni civili. Veneruso è stata condannata al pagamento delle spese processuali, al versamento di €3.000 alla Cassa delle Ammende e alla rifusione di parte delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile. Il giudizio di prescrizione è stato ritenuto non maturato alla data della sentenza d'appello considerati i periodi di sospensione.
Norme richiamate
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Limita l'ambito dei motivi di ricorso in Cassazione. La Corte usa la norma per definire i limiti di sindacato sulle censure prospettate.
Ordinanza e principio S.U. n. 7635 del 30/09/2021 (giurisprudenza)
Principio secondo cui la detenzione domiciliare documentata costituisce legittimo impedimento a comparire e impone il rinvio e la traduzione dell'imputato se non vi è inequivocabile rinuncia; la Corte di cassazione ha applicato tale principio per annullare la decisione rispetto a Conte.
art. 603, comma 3-bis, cod. proc. pen.
Disciplina la rinnovazione dell'istruttoria per le prove dichiarative in caso di appello del pubblico ministero contro proscioglimento; la Corte ha chiarito che la disposizione non si applica al caso in cui la sentenza di primo grado sia di condanna e l'appello della parte civile abbia integrato la statuizione civile in appello senza rinnovazione delle prove dichiarative.
Riferimento alla procedura di correzione di errori materiali; la Corte ha distinto tra correzione di errori materiali e modifiche essenziali della decisione, ritenendo legittimo integrare la statuizione civile per omissione materiale solo nei limiti consentiti.
art. 591, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.
Richiamato in relazione ai motivi aspecifici e alla necessità di specificità delle censure per ammissibilità del ricorso; la Corte ha ritenuto alcuni motivi di Veneruso aspecifici e quindi inammissibili.
Norma che consente la condanna al pagamento alla Cassa delle Ammende per ricorsi giudicati manifestamente infondati o inammissibili; la Corte ha applicato la sanzione a carico di Veneruso.
Massime di principio
- La comunicazione documentata dello stato di detenzione (anche domiciliare) costituisce legittimo impedimento: il giudice deve disporre il rinvio e/o la traduzione dell'imputato se non vi è rinuncia inequivocabile; la celebrazione del giudizio in assenza è legittima solo con certezza della conoscenza del processo e inequivoca rinuncia.
- La Corte di cassazione non può svolgere una nuova valutazione dei fatti (rilettura delle prove): il sindacato è limitato a verificare la presenza di un apparato argomentativo logico nella motivazione di merito, non la sua adeguatezza probatoria.
- Le decisioni di merito che introducono statuizioni civili in appello, se non si tratta di mera omissione materiale, devono rispettare i limiti procedurali e motivazionali; tuttavia, l'appello della parte civile può legittimare la statuizione civile in appello senza rinnovazione istruttoria se non vi è stato un diverso apprezzamento di prove dichiarative decisive.
- Per le contestazioni di bancarotta distrattiva è necessario che la condotta abbia determinato un pregiudizio patrimoniale verso i creditori: l'accertamento della causalità e del danno è valutazione tipica del giudice di merito, non sindacabile in Cassazione salvo vizio logico.
- La prescrizione va calcolata considerando il giorno di esaurimento della condotta e le eventuali sospensioni processuali: la corte ricostruisce periodi di sospensione che possono prorogare i termini prescrizionali fino alla data della sentenza impugnata.
- Motivi generici o aspecifici possono risultare inammissibili: le censure in cassazione devono essere ben circostanziate e confrontarsi con la motivazione di merito.
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