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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37148/2024 del 08/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha constatato l'erronea valutazione della Corte territoriale e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte di appello di Napoli per il giudizio di merito.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la dichiarazione di inammissibilità per tardività dell'appello contro la sentenza del Tribunale di Napoli del 15/05/2023 (condanna per diffamazione aggravata e minaccia grave). Denunciava la violazione dell'art. 585, comma 1-bis, c.p.p., perché la Corte territoriale non avrebbe applicato l'aumento di 15 giorni del termine di impugnazione previsto per l'imputato giudicato in assenza. La cronologia rilevante: sentenza 15/05/2023; deposito motivazione 01/06/2023 (entro 90 giorni); termine per il deposito della motivazione fissato il 13/08/2023 cadeva nel periodo di sospensione feriale, pertanto il termine ordinario di 45 giorni per proporre appello decorreva dal 01/09/2023 e scadeva il 15/10/2023; aggiungendo i 15 giorni dell'art. 585, comma 1-bis, il termine ultimo era il 30/10/2023; l'appello è stato proposto il 26/10/2023, quindi tempestivo.

Norme richiamate

  • art. 585, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    prevede l'aumento del termine di impugnazione di giorni quindici per l'imputato assente

    La Corte ha applicato questa norma estendendo di 15 giorni il termine ordinario per proporre appello a favore dell'imputato giudicato in assenza; tale estensione rendeva tempestivo l'appello depositato il 26/10/2023.

  • art. 89, comma 3, d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Le disposizioni degli articoli 157-ter, comma 3, 581, commi 1-ter e 1-quater, e 585, comma 1-bis, del codice di procedura penale si applicano per le sole impugnazioni proposte avverso sentenze pronunciate in data successiva a quella di entrata in vigore del presente decreto

    La Corte ha ritenuto applicabile l'art. 585, comma 1-bis, perché la sentenza di primo grado è stata pronunciata dopo l'entrata in vigore del d.lgs. n.150/2022; pertanto l'estensione di 15 giorni è valida per l'appello in esame.

  • art. 157-ter, comma 3; art. 581, commi 1-ter e 1-quater, cod. proc. pen.

    Queste norme sono richiamate dal d.lgs. n.150/2022 come parte del gruppo di disposizioni applicabili esclusivamente alle impugnazioni contro sentenze pronunciate dopo l'entrata in vigore del decreto; la menzione attesta che l'ordinamento ha previsto specifiche regole transitorie e di calcolo dei termini.

Massime di principio

  • Quando l'imputato è stato giudicato in assenza, al termine ordinario per proporre impugnazione deve aggiungersi l'aumento di 15 giorni previsto dall'art. 585, comma 1-bis, c.p.p.
  • I termini per proporre appello decorrono dal deposito della motivazione: se tale termine cade nel periodo di sospensione feriale, la decorrenza effettiva si sospende e riparte dopo la ferie, con conseguente spostamento del termine utile per impugnare.
  • È essenziale verificare la data di entrata in vigore delle norme transitorie (d.lgs. n.150/2022, art.89, comma 3): le estensioni e le nuove regole si applicano solo alle sentenze pronunciate dopo tale data.
  • Se la corte territoriale non applica correttamente l'aumento dei termini o la disciplina transitoria, la decisione di inammissibilità per tardività può essere annullata in cassazione e gli atti rimessi al giudice di merito.
  • Per calcoli di termini processuali, documentare e motivare le date chiave (data sentenza, data deposito motivazioni, periodo feriale) e conservare la prova del deposito dell'atto di impugnazione entro il termine esteso.

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