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Sentenza

Sentenza del 05/03/2025 n. 5909 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

A.A. aveva promosso davanti alla CTR della Lombardia un giudizio di ottemperanza per ottenere il pagamento delle spese di lite liquidate in suo favore dalla precedente sentenza che aveva annullato un’intimazione di pagamento. Con sentenza n. 1690/2017, pubblicata l’11 aprile 2017, la CTR aveva accolto l’ottemperanza, nominato un commissario ad acta e condannato E. servizi di riscossione S.p.A. alle spese. AdER ha impugnato tale decisione con cinque motivi: difetto di legittimazione del contribuente, poiché le spese erano state distratte in favore del difensore antistatario; mancata preventiva messa in mora notificata tramite ufficiale giudiziario; violazione dei limiti del titolo e inammissibilità della richiesta di distrazione formulata in ottemperanza, anziché mediante correzione della sentenza; avvenuto pagamento diretto al contribuente; e insussistenza della soccombenza di AdER ai fini delle spese. La Corte non ha esaminato questi motivi: ha rilevato d’ufficio che il ricorso era stato proposto, il 25 settembre 2017, da un avvocato del libero foro senza che risultassero i presupposti che consentivano ad AdER di non avvalersi dell’Avvocatura dello Stato.

La decisione

La Cassazione, con decisione assunta il 5 febbraio 2025 e depositata il 5 marzo 2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso per invalidità della procura alle liti: nel giudizio di legittimità la convenzione tra AdER e Avvocatura dello Stato riservava a quest’ultima il patrocinio e non risultavano conflitto, indisponibilità dell’Avvocatura o apposita delibera motivata che giustificassero il ricorso a un legale del libero foro. I cinque motivi di merito non sono stati quindi decisi. Nessuna statuizione sulle spese di Cassazione, poiché A.A. non ha svolto attività difensiva. La Corte ha inoltre escluso, per AdER, i presupposti per il versamento dell’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • Art. 1, comma 8, D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito dalla L. 10 dicembre 2016, n. 225

    Nel caso del contenzioso tributario, la convenzione esime l'Agenzia dal ricorso alla difesa erariale esclusivamente con riferimento ai giudizi innanzi alle commissioni tributarie, dunque al giudizio di merito, mentre lo prevede espressamente per quello di legittimità, rispetto al quale dunque in difetto delle condizioni ricordate (conflitto, indisponibilità o apposita delibera) la procura rilasciata dall'Agenzia ad un avvocato del libero foro, deve ritenersi invalida e - poiché indispensabile per la regolare costituzione del rapporto processuale - tale invalidità può essere rilevata d'ufficio dal giudice, anche nel giudizio di legittimità, con conseguente inammissibilità del ricorso.

    Nel contenzioso tributario AdER può avvalersi del libero foro senza le condizioni derogatorie nei giudizi di merito; in Cassazione, invece, deve avvalersi dell’Avvocatura dello Stato, salvo conflitto, indisponibilità o apposita delibera motivata. Se tali presupposti non risultano, la procura al legale privato è invalida e il ricorso è inammissibile; il vizio è rilevabile d’ufficio.

  • Art. 43, comma 4, R.D. 30 ottobre 1933, n. 1611

    Quando la scelta tra il patrocinio dell'Avvocatura erariale e quello di un avvocato del libero foro discende dalla riconduzione della fattispecie alle ipotesi previste dalla Convenzione tra l'Agenzia e l'Avvocatura dello Stato o di indisponibilità di questa ad assumere il patrocinio, la costituzione dell'Agenzia a mezzo dell'una o dell'altro postula necessariamente ed implicitamente la sussistenza del relativo presupposto di legge, senza bisogno di allegazione e di prova al riguardo, nemmeno nel giudizio di legittimità.

    La deroga al patrocinio dell’Avvocatura dello Stato richiede, nei casi previsti, un’apposita delibera motivata. La Corte precisa che, quando la scelta del legale privato è consentita dalla convenzione o dall’indisponibilità dell’Avvocatura, la costituzione dell’Agenzia implica il presupposto senza necessità di allegarlo e provarlo; nel caso deciso, però, non risultava alcuna deroga applicabile.

  • Art. 12, comma 5, D.L. 2 marzo 2012, n. 16, come modificato dall’art. 22 D.L. 30 marzo 2023, n. 34

    La disposizione è richiamata per escludere, nei confronti di AdER, i presupposti processuali per dichiarare l’obbligo di versare l’ulteriore contributo unificato in caso di impugnazione inammissibile.

  • Art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    La Corte non ha posto a carico di AdER l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, in ragione della disciplina speciale applicabile all’ente richiamata nella decisione.

Massime di principio

  • Prima di esaminare i motivi di merito, il giudice può rilevare d’ufficio l’invalidità della procura quando essa impedisce la regolare costituzione del rapporto processuale; l’esito può quindi dipendere da un requisito processuale anche senza decisione sulle contestazioni sostanziali.
  • Per AdER, nel giudizio di legittimità il patrocinio spetta di regola all’Avvocatura dello Stato quando così dispone la convenzione. Il ricorso tramite avvocato del libero foro richiede un presupposto derogatorio applicabile, come conflitto, indisponibilità dell’Avvocatura o delibera motivata; in mancanza, il ricorso è inammissibile.
  • La decisione non stabilisce chi avesse diritto alle spese liquidate nel giudizio originario né se l’ottemperanza fosse fondata: i relativi motivi sono rimasti senza esame perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

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