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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36172/2023 del 30/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza che lo aveva dichiarato responsabile del deposito incontrollato di rifiuti. Due i motivi principali: 1) travisamento della prova in relazione al decorso della prescrizione: la difesa sostiene che il teste aveva collocato gli sversamenti fino ad aprile 2016 e non fino a luglio 2016, per cui, calcolando i termini e tenendo conto della sospensione processuale (1 anno, 3 mesi e 15 giorni), la prescrizione sarebbe maturata a luglio 2022, prima della sentenza del 27 settembre 2022; 2) doglianza circa la rilevanza penale della condotta perché, secondo la difesa, i fatti non sarebbero stati compiuti nello svolgimento di un’attività d’impresa in senso tecnico.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Quanto al primo motivo, ha ritenuto infondato il censurato travisamento della prova: la sentenza impugnata documenta che il teste ha visto lo Speranza svolgere i lavori e depositare i rifiuti sino a luglio 2016; inoltre la Corte ha qualificato la condotta come reato permanente (per la continuità degli illeciti di deposito, la pertinenza dei rifiuti all'attività imprenditoriale e l'unicità del sito), escludendo quindi la maturazione della prescrizione. Quanto al secondo motivo, la Corte ha confermato che, in fatto, i rifiuti erano prodotti durante lavori di ristrutturazione svolti dall'imputato titolare di un'impresa edile, per cui la rilevanza imprenditoriale è stata correttamente accertata. Il ricorso è quindi rigettato e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso in Cassazione

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. II, 25 giugno 2019, n. 27929

    Richiamata in tema di travisamento della prova: il vizio sussiste se la motivazione assume come dato probatorio qualcosa non risultante dagli atti o omette la valutazione di una prova decisiva

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. III, 7 marzo 2022, n. 8088

    Richiamata per la possibilità di attribuire alla condotta di deposito incontrollato di rifiuti la natura di reato permanente ove ricorrano elementi di continuità e persistenza nella condotta

Massime di principio

  • La qualificazione della condotta come reato permanente sospende il decorso della prescrizione fino alla cessazione effettiva dell'attività illecita: in presenza di plurimi depositi ripetuti nello stesso sito, il reato può essere considerato permanente e la prescrizione non matura finché l'attività non cessa.
  • In Cassazione il cosiddetto 'travisamento della prova' richiede l'indicazione di un chiaro contrasto tra quanto affermato in motivazione e gli elementi probatori raccolti; non è sufficiente mera diversa interpretazione dei fatti se la decisione è supportata da riferimenti probatori congrui.
  • Per riconoscere la rilevanza imprenditoriale dei rifiuti prodotti durante lavori è sufficiente l'accertamento fattuale che i rifiuti derivino da opere eseguite dall'imputato in qualità di titolare di un'impresa edile anche se i lavori erano effettuati presso un immobile privato.
  • Le decisioni di merito sul fatto (valutazione della prova testimoniale, valutazione della continuità degli sversamenti) sono in genere non sindacabili in sede di legittimità salvo il vizio di travisamento della prova o altri vizi di diritto chiaramente configurabili.
  • Chi impugna per prescrizione deve indicare con precisione il dies a quo e ogni periodo di sospensione/interruzione rilevante; contestare solamente una diversa valutazione temporale senza dimostrare l'errore probatorio è generalmente insufficiente in Cassazione.

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