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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11116/2023 del 15/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore generale e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla parte in cui era stata concessa la sospensione condizionale della pena pecuniaria. Pertanto la sospensione applicata alla multa è stata eliminata, mentre la restante parte della condanna resta valida.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la concessione, da parte del GUP, della sospensione condizionale sia della pena detentiva che della pena pecuniaria, sostenendo che tale decisione violava l'articolo 163 comma 3 del codice penale. La censura si fonda sul fatto che per soggetti di età superiore a 18 e inferiore a 21 anni la sospensione può essere concessa solo se la pena detentiva non supera i due anni e sei mesi o se la pena pecuniaria, ragguagliata ai sensi dell'art.135 congiuntamente alla pena detentiva, non determina nel complesso un'espiazione superiore a due anni e sei mesi; nel caso concreto il ragguaglio avrebbe superato il limite, per cui il giudice poteva sospendere l'esecuzione della sola pena detentiva e non anche quella pecuniaria.

Norme richiamate

  • articolo 163 comma 3 codice penale

    Per i soggetti di età superiore a 18 e inferiore a 21 anni la sospensione condizionale è ammessa solo se la pena detentiva non supera due anni e sei mesi oppure se la pena pecuniaria, ragguagliata congiuntamente alla pena detentiva ai sensi dell'art.135, determina nel complesso un periodo non superiore a due anni e sei mesi. Se il ragguaglio supera tale limite il giudice può sospendere l'esecuzione della pena detentiva ma non altresì della pena pecuniaria.

  • articolo 135 codice penale

    Norma richiamata per il ragguaglio della pena pecuniaria alla pena detentiva ai fini del computo del limite previsto dall'art.163 comma 3: la conversione/ragguaglio serve a determinare se il complesso delle pene rientra nel tetto di due anni e sei mesi.

  • articolo 699 comma 2 codice penale (reato contestato)

    Norma richiamata nella motivazione come titolo di reato contestato all'imputato; il ricorso non interviene sull'elemento di fatto relativo alla qualificazione del reato ma sulla corretta applicazione dei benefici della sospensione condizionale.

Massime di principio

  • Per imputati con età >18 e <21 va verificato sempre, prima di concedere la sospensione condizionale, se la pena detentiva oppure la pena pecuniaria ragguagliata rientrano nel limite di due anni e sei mesi previsto dall'art.163 comma 3 c.p.
  • Quando esistono pena detentiva e pena pecuniaria concesse congiuntamente occorre applicare il ragguaglio ex art.135 per valutare il limite complessivo: se il ragguaglio excède 2 anni e 6 mesi il giudice può sospendere solo l'esecuzione della pena detentiva e non quella pecuniaria.
  • La mancata corretta applicazione del criterio di ragguaglio e del limite previsto dall'art.163 può determinare l'annullamento parziale della sentenza senza rinvio da parte della Cassazione con eliminazione del beneficio illegittimamente concesso.
  • Difesa e pubblica accusa devono in fase giurisdizionale esplicitare i calcoli del ragguaglio e chiedere espressamente la sospensione compatibile con i limiti normativi; il giudice deve motivare chiaramente quale parte della pena viene sospesa.
  • In casi simili, se la sospensione della pena pecuniaria non è ammissibile, il giudice può comunque valutare misure alternative o modalità di esecuzione della pena pecuniaria previste dalla legge (es. dilazione, misure sostitutive) ma non può semplicemente sospendere la multa quando il ragguaglio porta oltre il limite legge.

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