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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11078/2023 del 15/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano per cassazione la qualificazione dell'associazione 'Maphite' come associazione per delinquere di stampo mafioso (art. 416-bis c.p.), contestando in particolare: 1) l'uso da parte del giudice del principio previsto dall'art. 238-bis cod. proc. pen. per traslare la qualificazione mafiosa da una sentenza irrevocabile resa in un diverso processo; 2) l'erronea valutazione delle prove e la carenza di motivazione circa la partecipazione del ricorrente (soprattutto per Jude Chike Daniel) con ruolo apicale, nonostante elementi contrari (es. ruolo di autista) e la presunta non affidabilità o insufficiente valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori e delle intercettazioni. I ricorrenti invocano anche una sentenza successiva di un Tribunale (29/05/2021) che avrebbe escluso la natura mafiosa del medesimo sodalizio, sostenendo l'esistenza di un contrasto giurisprudenziale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi come infondati. Ha ritenuto legittimo l'utilizzo dell'art. 238-bis cod. proc. pen. per acquisire come fatto notorio l'accertamento, già divenuto irrevocabile nella sentenza della Corte d'Appello del 30/04/2019 e confermato da pronunce di legittimità, dell'esistenza e della natura mafiosa del gruppo 'Maphite', verificando la coincidenza del sodalizio sotto i profili strutturali, temporali e finalistici con quello già giudicato. Ha escluso rilievo vincolante della successiva sentenza non irrevocabile del 29/05/2021, considerandola solo documento utilizzabile ai fini probatori ma non idonea a mutare l'accertamento divenuto definitivo. Quanto alla partecipazione dei ricorrenti, la Corte ha ritenuto correttamente motivata la decisione di merito: per Jude Chike Daniel è stata valorizzata la partecipazione a numerose riunioni (anche per il rinnovo delle cariche nazionali), intercettazioni in cui gli viene attribuita la qualifica di "prof" o "Don", e dichiarazioni di collaboratori di giustizia riscontrate tra loro; per Frank Akim sono state respinte analoghe censure sulla natura mafiosa del sodalizio. Conseguentemente sono confermate le condanne così come rideterminate in sede d'appello (pena rimasta nella misura disposta dalla Corte d'Appello) e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 416-bis codice penale

    Norma che configura l'associazione di tipo mafioso; la Corte ha confermato che l'imputazione può essere applicata a sodalizi di matrice straniera che esercitano forza d'intimidazione sulla rispettiva comunità etnica, anche se non controllano l'intero territorio nazionale.

  • art. 416 codice penale

    Norma sull'associazione per delinquere tout court; la distinzione tra art.416 e 416-bis è rilevante e valutabile dal giudice, ma l'accertamento definitivo sulla natura mafiosa può essere acquisito ai sensi dell'art.238-bis se ricorrono i presupposti di identità del sodalizio.

  • art. 238-bis codice di procedura penale

    «le sentenze divenute irrevocabili possono essere acquisite ai fini della prova di fatto in esse accertato e sono valutate a norma degli articoli 187 e 192, comma 3»

    Consente al giudice in altro procedimento di utilizzare come prova di fatto gli accertamenti contenuti in sentenze divenute irrevocabili; la Corte ha ritenuto che, ove il sodalizio oggetto dei due procedimenti coincida per profilo strutturale, temporale e finalistico, l'accertamento irrevocabile sulla natura mafiosa possa essere assunto come fatto notorio ai fini del nuovo giudizio.

  • art. 187 codice di procedura penale

    Richiamato nella valutazione delle sentenze irrevocabili acquisite ai sensi dell'art.238-bis quale criterio di valutazione del valore probatorio dei fatti accertati in altri giudizi.

  • art. 192 codice di procedura penale, comma 1 e comma 3

    Regole generali sulla valutazione della prova: l'art.192 comma 1 impone valutazione critica autonoma degli elementi probatori; il comma 3 è richiamato con art.238-bis per la valutazione delle sentenze irrevocabili come prove di fatto.

  • art. 4 legge 16 marzo 2006, n. 146

    Previsione dell'aggravante legata alla transnazionalità che è stata richiamata quale circostanza aggravante nel capo d'imputazione.

  • art. 616 codice di procedura penale

    Norma richiamata ai fini della condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; la Corte ha disposto la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese.

Massime di principio

  • Una sentenza irrevocabile resa in altro processo può essere acquisita ai sensi dell'art.238-bis c.p.p. e produrre efficacia probatoria sul fatto accertato (anche il radicamento territoriale e la natura mafiosa), purché il sodalizio ritenuto coincida sotto i profili strutturali, temporali e finalistici con quello oggetto del nuovo procedimento.
  • Una sentenza non ancora irrevocabile ha valore di documento e può essere utilizzata solo come prova di fatti documentali; non vincola il giudice sulla ricostruzione delle prove e non è idonea a ribaltare un accertamento definitivo.
  • La qualificazione giuridica (es. "mafiosa") pur essendo un'operazione interpretativa può derivare legittimamente da un precedente giudicato irrevocabile quando sussistono identità fattuali tra i procedimenti; la difesa deve quindi focalizzare la contestazione sull'assenza di tale identità e sulle discrepanze probatorie.
  • Le affermazioni sulla partecipazione e sulla carica apicale di un imputato devono fondarsi su un quadro probatorio complessivo e coerente (riunioni documentate, intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori riscontrate); singoli elementi contraddittori (es. ruolo apparente di autista) non sono di per sé sufficienti a escludere la partecipazione se vi sono più riscontri convergenti.
  • Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia sono utilizzabili se valutate criticamente e se esistono elementi di riscontro; la loro mera presenza non è automatica garanzia di condanna, ma possono contribuire a formare il convincimento del giudice se corroborate.

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