Cassazione Penale, Sentenza n. 45956/2024 del 13/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
De Franco ha chiesto l'affidamento in prova al servizio sociale (con domanda subordinata di semilibertà). Esegue pena per appropriazione indebita, bancarotta e diffamazione (pena fino al 2028). Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto l'istanza (ordinanza 20/06/2024) ritenendo incompleto il processo di revisione critica (relazione di sintesi maggio 2023) e ritenendo necessaria una previa sperimentazione esterna tramite permessi premio. Il ricorrente ha impugnato per cassazione denunciando vizi di motivazione e mancato apprezzamento degli elementi favorevoli (offerte lavorative, disponibilità a volontariato, avvio della revisione critica).
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata disponendo il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Sorveglianza di Lecce. Motivo: la motivazione del Tribunale non è sufficientemente completa e analitica; il giudizio prognostico deve indicare in modo coerente gli elementi da cui deriva la ritenuta pericolosità attuale e non può ignorare gli elementi favorevoli all'istante. Inoltre la gravità del reato, i precedenti o la mancata ammissione di colpevolezza non possono da soli essere decisivi in senso negativo; non è neppure richiesta la prova di una completa revisione critica, è sufficiente che il processo sia almeno avviato.
Norme richiamate
art. 47 ordinamento penitenziario
L'affidamento in prova al servizio sociale richiede un giudizio prognostico positivo sulla prevenzione di ulteriori reati e sul percorso di risocializzazione; le prescrizioni del comma 5 sono strumenti per favorire il recupero del condannato, ma la valutazione deve essere motivata e bilanciata con gli elementi favorevoli
Giurisprudenza: Sez. I n. 1088 del 14.2.1997 (rv 207214)
Richiama il principio che l'affidamento e misure analoghe implicano una prognosi favorevole sulla pericolosità e il recupero, e che tale prognosi deve essere adeguatamente motivata
Giurisprudenza: Sez. I n. 1410 del 30/10/2019 (rv 277924)
Conferma che, ai fini dell'accoglimento dell'affidamento, non è necessario dimostrare una completa revisione critica del passato: è sufficiente che dai risultati dell'osservazione emerga l'avvio di tale processo
Massime di principio
- Il giudice deve motivare in modo analitico e completo il diniego di affidamento in prova o semilibertà, esplicitando gli elementi concreti che giustificano la persistenza della pericolosità attuale
- Non possono essere determinanti, di per sé e automaticamente, la gravità del reato, i precedenti penali o la mancata ammissione di colpa; tali elementi vanno valutati nel contesto e bilanciati con elementi favorevoli
- Non è richiesta la prova di una completa revisione critica del comportamento passato: è sufficiente che il percorso di revisione sia stato almeno avviato, come evidenziato dall'osservazione della personalità
- L'uso di relazioni datate o il richiamo esclusivo a precedenti rapporti di osservazione non aggiornati può rendere la motivazione insufficiente e determinare l'annullamento in sede di cassazione
- La richiesta di sperimentazione esterna (permessi premio) o altre misure propedeutiche può essere legittima, ma il Tribunale deve motivare perché tali misure siano necessarie prima di concedere l'affidamento o la semilibertà
- In caso di diniego è utile che il giudice indichi chiaramente quali condizioni o evidenze sarebbero richieste per un esito favorevole, così da fornire indicazioni pratiche per il percorso rieducativo del detenuto
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