Cassazione Penale, Sentenza n. 47350/2024 del 23/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Torino che, accogliendo il reclamo del Ministero della Giustizia, aveva revocato il provvedimento del Magistrato di Sorveglianza che aveva concesso a Spitaleri il compenso di euro 1.600,00 a titolo di risarcimento per condizioni di detenzione riferite a un periodo complessivo di 200 giorni. Il ricorrente deduce violazione di legge sostenendo che i fattori compensativi non erano tutti contemporaneamente presenti e non potevano valere per "la quasi totalità" del periodo considerato, sicché la valutazione della sussistenza della violazione avrebbe dovuto risultare diversa.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondato il motivo, confermando che il Tribunale di Sorveglianza ha correttamente applicato i principi giurisprudenziali relativi all'art. 35-ter ord. pen.: se lo spazio individuale è inferiore a 3 mq vi è una forte presunzione di violazione che può essere superata da fattori compensativi (durata breve, condizioni dignitose, sufficiente libertà di movimento mediante attività fuori dalla cella). Nel caso concreto, nonostante uno spazio individuale pari a 2,8 mq, il Tribunale ha adeguatamente motivato la presenza di fattori compensativi rilevanti (regime aperto con libertà di movimento fino a 12 ore e 30 minuti, possibilità di lavoro e partecipazione ad attività in comune), ritenendo dunque legittima la revoca del risarcimento. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
L'articolo disciplina il rimedio risarcitorio per le condizioni di detenzione. La giurisprudenza interpreta che uno spazio vivibile inferiore a 3 mq comporta una forte presunzione di illegittimità delle condizioni, superabile mediante la dimostrazione di fattori compensativi; per spazi tra 3 e 4 mq la valutazione è globale e comparativa dei fattori positivi e negativi.
Sez. Unite, n. 6551 del 24/09/2020 (Commisso) e Sez. 1, n. 16116 del 27/01/2021 (Fragapane)
Giurisprudenza di legittimità che ha delineato i criteri applicativi dell'art. 35-ter: presunzione forte sotto i 3 mq; fattori compensativi identificati in durata breve della detenzione, condizioni dignitose, libertà di movimento e attività esterne; per superfici tra 3 e 4 mq necessità di valutazione complessiva.
Massime di principio
- Se lo spazio vivibile per detenuto è sotto i 3 mq, sussiste una forte presunzione di violazione delle condizioni detentive, ma tale presunzione può essere superata se sono dimostrabili fattori compensativi concreti e significativi.
- Per spazi individuali tra 3 e 4 mq la valutazione è complessiva: il giudice deve bilanciare fattori positivi e negativi e motivare la decisione nell'insieme delle condizioni di detenzione.
- I fattori compensativi rilevanti includono la breve durata della detenzione, condizioni complessive dignitose, reale e sufficiente libertà di movimento fuori della cella (espressa in ore giornaliere), possibilità di svolgere attività lavorative e partecipare ad attività comuni.
- La mera affermazione dell'esistenza di fattori compensativi non è sufficiente: il giudice deve fornire motivazione sui tempi e sulle modalità in cui tali fattori hanno effettivamente compensato l'insufficienza dello spazio.
- In situazioni analoghe, il ricorrente deve fornire prove specifiche sulla contemporaneità e sulla persistenza dell'assenza di fattori compensativi; al contrario, l'amministrazione penitenziaria può dimostrare mediante dati sulle ore di libertà, attività e regime carcerario l'effettiva compensazione.
Testo integrale
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