Cassazione Civile, Ordinanza n. 01775/2024 del 17/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha rigettato il procedimento di correzione d'ufficio, affermando che la sentenza n. 10475/2023 non era affetta da errore materiale. Non è stata quindi inserita alcuna dichiarazione relativa all'ulteriore contributo unificato, perché la decisione originaria non aveva integralmente respinto l'impugnazione, essendo stata accolta almeno in parte la doglianza sulla lex mitior.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Il testo non contiene la sentenza di merito, ma un procedimento di correzione d'ufficio relativo alla sentenza n. 10475/2023. Si tratta della richiesta di correggere il dispositivo per aggiungere la dichiarazione della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente principale, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002. Il Collegio ha verificato che, pur essendo stati respinti cinque motivi di ricorso, nella sentenza originaria la Corte aveva accolto una doglianza del ricorrente relativa all'applicazione della lex mitior nella determinazione della sanzione, dopo la declaratoria di illegittimità costituzionale della disciplina transitoria di cui all'art. 6, comma 2, d.lgs. n. 72/2015. Per tale ragione non ricorreva il presupposto dell'integrale rigetto dell'impugnazione, condizione richiesta per l'ulteriore contributo unificato. La Corte ha quindi ritenuto che non vi fosse un errore materiale da correggere.
Norme richiamate
comma 1-bis; comma 1-quater
L'ulteriore importo a titolo di contributo unificato è dovuto solo in caso di integrale rigetto dell'impugnazione; se la sentenza accoglie anche solo una doglianza, manca il presupposto per la relativa declaratoria.
art. 6, comma 2, d.lgs. n. 72/2015
La disposizione transitoria è stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale n. 63/2019, con conseguente rilevanza del principio di lex mitior nella determinazione della sanzione.
Corte cost. n. 63/2019
La pronuncia costituzionale ha inciso sulla disciplina transitoria in materia sanzionatoria, imponendo l'applicazione del trattamento più favorevole.
Massime di principio
- La declaratoria di debenza dell'ulteriore contributo unificato presuppone l'integrale rigetto dell'impugnazione; se il ricorso è respinto solo in parte, o se una censura risulta accolta, la condizione non si realizza.
- Un errore materiale correggibile non può essere ravvisato quando il dispositivo, letto alla luce della motivazione, è coerente con l'esito effettivo della decisione e con l'accoglimento anche parziale di una doglianza.
- In presenza di una questione sanzionatoria, la sopravvenuta declaratoria di illegittimità costituzionale di una norma transitoria impone di considerare il principio di lex mitior nella determinazione del quantum della sanzione.
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