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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25052/2022 del 30/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, rilevando un vizio genetico per radicale carenza di motivazione nel decreto di sequestro e nel decreto di convalida; ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e il decreto di sequestro con la statuizione sulla restituzione di quanto in sequestro a chi ne dimostri il diritto

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per carenza di motivazione del decreto di sequestro probatorio e del relativo decreto di convalida: il ricorrente deduce che il provvedimento del Pubblico Ministero e l'ordinanza del Tribunale del riesame non contenevano specifica indicazione delle finalità probatorie concretamente perseguite, che il verbale di perquisizione non ha identificato puntualmente i beni sequestrati (mancato inventario) e che il Tribunale non poteva supplire a tale mancanza motivazionale; si richiamano i principi affermati dalle Sezioni Unite (Botticelli) sull'obbligo di motivazione anche per il sequestro del "corpo del reato"

Norme richiamate

  • art. 253 c.p.p.

    Il decreto di sequestro deve essere motivato: anche quando riguarda cose costituenti corpo di reato occorre indicare le ragioni probatorie che giustificano il vincolo, per consentire controllo di proporzionalità e tutela dei diritti fondamentali

  • art. 309, comma 9, c.p.p.

    Richiamato in relazione all'onere motivazionale del Pubblico Ministero e alla necessità di verifica da parte del giudice del riesame dell'adempimento di tale onere

  • art. 125, comma 1, c.p.p.

    Collegamento al generale obbligo di motivazione degli atti decisori del procedimento penale

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato limitatamente alle formalità di deposito del motivo di ricorso che integra la rappresentazione degli atti ai fini della decisione

  • art. 42 Cost.

    Rilevanza costituzionale del diritto di proprietà richiamata per valutare il bilanciamento tra esigenza probatoria e limite alla limitazione della disponibilità dei beni

  • Art. 1 del Primo Protocollo addizionale alla CEDU

    Richiamato per il principio di tutela della proprietà e per il criterio di proporzionalità nella limitazione della disponibilità dei beni da parte dello Stato

  • Sez. U, n. 36072 del 19/04/2018 (Botticelli)

    Principio fondamentale: anche il decreto di sequestro probatorio concernente cose costituenti corpo del reato deve contenere motivazione specifica sulle finalità probatorie perseguite; la mancanza determina impossibilità per il riesame di integrare ex novo tali ragioni

  • Giurisprudenza di legittimità (es. Sez. 3 n. 37187/2014; Sez. 2 n. 49536/2019 Vallese; Sez. 5 n. 13917/2015 Barzillona)

    Costante orientamento secondo cui il tribunale del riesame non può supplire, di propria iniziativa, alla carenza motivazionale sostanziale del decreto di sequestro: l'integrazione delle esigenze probatorie è prerogativa del PM e, se assente, il provvedimento è nullo

Massime di principio

  • Un decreto di sequestro probatorio, anche se riguarda cose costituenti corpo del reato, deve indicare in modo specifico le finalità probatorie concrete che giustificano il vincolo: mera formula generica non è sufficiente
  • Il Tribunale del riesame non può assumere d'ufficio e di propria iniziativa le finalità probatorie non indicate nel decreto impugnato: l'integrazione è possibile solo se il provvedimento originario contiene almeno un'indicazione minima delle esigenze probatorie
  • La mancanza radicale di motivazione nel decreto di sequestro costituisce vizio che può comportare l'annullamento senza rinvio e la restituzione dei beni a chi ne dimostri il diritto
  • Il Pubblico Ministero ha l'onere di motivare adeguatamente il sequestro e di procedere a un verbale/inventario puntuale dei beni sequestrati; l'assenza di un inventario può far emergere la natura esplorativa e illegittima del sequestro
  • Nelle valutazioni va sempre operato un bilanciamento tra esigenze d'indagine e diritti fondamentali (diritto di proprietà, proporzionalità): i provvedimenti che incidono su tali diritti devono consentire il controllo giurisdizionale mediante motivazioni specifiche

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