Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21534/2024 del 30/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore impugna la convalida dell'arresto del 18/01/2024 per il reato di illecita detenzione di 36,07 grammi di hashish. Deduce violazione di legge perché: I) l'arresto sarebbe stato disposto dal Pubblico Ministero e non sarebbe in flagranza; II) il reato contestato non consentirebbe l'arresto obbligatorio e non sussisterebbero i presupposti per l'arresto facoltativo; III) mancherebbero elementi sintomatici di destinazione a spaccio, quindi l'arresto non sarebbe giustificato dalla gravità del fatto o dalla pericolosità del soggetto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il giudice della convalida abbia effettuato il corretto controllo di mera ragionevolezza sull'operato della polizia giudiziaria, valutando la situazione nella stessa prospettiva in cui ha agito la P.G. e si è motivatamente convinto della legittimità dell'arresto sulla base degli elementi contenuti nel verbale: un involucro contenente stupefacente lanciato dal finestrino lato passeggero di un veicolo nel quale si trovava il ricorrente sul lato passeggero. La Corte ha inoltre chiarito che la verifica di convalida non ammette una rivalutazione del merito o degli indizi di colpevolezza. Per l'inammissibilità del ricorso il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 386, comma 5, codice di procedura penale

    Consente che il Pubblico Ministero disponga il trasferimento dell'arrestato in stato di custodia domiciliare; il primo motivo del ricorso ha confuso l'arresto in flagranza effettuato dalla polizia giudiziaria con il successivo provvedimento del PM previsto da tale articolo.

  • Giurisprudenza - principio di verifica in sede di convalida (Sez. 3, n. 35304 del 11/05/2016 e altri precedenti richiamati)

    La convalida dell'arresto è sottoposta a un controllo di mera ragionevolezza: il giudice deve porsi nella stessa situazione della polizia giudiziaria e verificare se, ex ante, sussistessero le condizioni che legittimavano la privazione della libertà personale. Non si può procedere a una rivalutazione del merito o degli elementi di prova per affermare la responsabilità.

  • Corte costituzionale, sent. n. 186/2000

    Richiamata in relazione alle conseguenze dell'inammissibilità del ricorso: in mancanza di assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, è legittima l'applicazione di sanzioni pecuniarie e l'addebito delle spese processuali.

Massime di principio

  • In sede di convalida dell'arresto il giudice effettua un controllo di mera ragionevolezza sull'operato della polizia giudiziaria: deve verificare, nella stessa situazione in cui la P.G. ha agito, se sussistevano le condizioni che giustificavano l'immediata privazione della libertà, senza riesaminare il merito della responsabilità.
  • La constatazione di elementi di fatto indicativi (es. il lancio di un involucro dal finestrino in prossimità del soggetto trovato sul lato passeggero) può legittimare l'arresto in flagranza e la sua convalida se adeguatamente registrata nel verbale di arresto.
  • Un provvedimento del PM (ad es. il collocamento in custodia domiciliare) non equivale a escludere la flagranza: è necessario distinguere l'atto di polizia giudiziaria che ha eseguito l'arresto dalla successiva gestione procedimentale disposta dal PM (art. 386 c.5 c.p.p.).
  • Le censure dirette a una rivalutazione degli indizi di colpevolezza e della gravità del fatto non sono ammissibili in sede di cassazione avverso la convalida, quando il giudice abbia motivato in modo congruo la ragionevolezza dell'operato della P.G.
  • L'inammissibilità del ricorso per cassazione, se non causata da colpa grave nel proporre il ricorso, può comportare la condanna alle spese processuali e sanzioni pecuniarie.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.