Cassazione Penale, Sentenza n. 24266/2022 del 23/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Bonavita impugnava la sentenza della Corte di Appello di Milano che aveva confermato la condanna emessa dal Tribunale di Monza per il reato di appropriazione indebita di un telaio di autocarro e di sei autocarri di proprietà di Unicredit Leasing S.p.A. L'unico motivo di ricorso in Cassazione denunciava la nullità della querela per difetto di valida autenticazione della sottoscrizione: la querela sarebbe stata firmata dall'avv. Bosisio con autenticazione dell'avv. Discepolo che però non sarebbe stato nominato difensore della persona offesa, determinando a detta del ricorrente la mancanza della condizione di procedibilità della querela (richiamate le pronunce Cass. n. 42140/2008 e SS.UU. n. 26549/2006).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile come manifestamente infondato. Dalla consultazione degli atti è emerso che, il 2 gennaio 2005, Giovanni Molfino aveva ratificato e fatto propria la querela, in qualità di delegato della società Unicredit Leasing (persona offesa), con la conseguenza che la querela era stata effettivamente presentata dalla persona offesa tramite suo rappresentante. Perciò l'eccezione sul difetto di autenticazione non era pertinente al caso concreto e il ricorso è stato ritenuto privo di fondamento. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000 in favore della Cassa delle Ammende per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Norme richiamate
art. 606 c.p.p., comma 1, lett. b), c) ed e)
Richiamato dal ricorrente come prospettivo vizio di motivazione e violazione di legge; la Corte tuttavia lo ha considerato irrilevante alla luce della documentata ratifica della querela da parte del delegato della persona offesa
artt. 96, 101, 122, 336, 333 e 337 c.p.p.
Richiamati nel ricorso come norme processuali relative alla rappresentanza, notificazioni e autenticazioni; la Corte ha ritenuto che la regolarità della querela non venisse meno dato che la persona offesa aveva ratificato la querela tramite suo delegato
art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020
Norma richiamata in relazione alle modalità di trattazione; citata in capo all'istruttoria della causa
Cass. sez. pen. n. 42140/2008
Citate dal ricorrente come giurisprudenza favorevole all'esigenza di corretta autenticazione della sottoscrizione della querela; la Corte non ha ritenuto applicabile la regola al caso concreto, essendo intervenuta la ratifica della persona offesa
Sezioni Unite Cass. n. 26549/2006
Riferimento giurisprudenziale richiamato dal ricorrente in tema di condizione di procedibilità della querela; la Corte ha ritenuto che la situazione fattuale (ratifica tramite delegato) esaurisse la questione rendendo inapplicabile l'eccezione addotta
Massime di principio
- La validità della querela può essere preservata se emerge dagli atti una successiva ratifica o conferma effettuata dalla persona offesa o da un suo rappresentante legittimato; un vizio formale di autenticazione può risultare irrilevante se la vicenda è stata regolarizzata mediante ratifica
- Quando si eccepisce la nullità o l'invalidità della querela per vizi di autenticazione o di rappresentanza, è essenziale verificare la documentazione processuale: atti successivi di ratifica o delega possono sanare il vizio e rendere l'eccezione ininfluente
- La Cassazione non esamina solo il profilo giuridico astratto: valuta anche la concreta situazione di fatto emergente dagli atti; pertanto, un motivo fondato su un presupposto fattuale errato è destinato a essere dichiarato inammissibile
- Chi propone ricorso per questioni formali relative alla procedibilità deve dedurre e documentare l'effetto diretto di tali vizi sulla validità dell'azione; contestazioni meramente teoriche o slegate dagli atti processuali rischiano l'inammissibilità e la condanna per soccombenza
- In controversie penali relative alla querela della persona offesa-giuridica (es. società), occorre controllare se la querela sia stata effettivamente sottoscritta o ratificata dal legale rappresentante o da un procuratore: la presenza di una procura o di una ratifica scritta è spesso decisiva
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