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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20059/2022 del 23/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. deducendo: 1) un presunto errore di fatto/materiale nella sentenza della Quinta Sezione n. 37550/2020, sostenendo che la motivazione indicava l'intempestività della querela di Silvia Gimigliano ma il dispositivo avrebbe rigettato il ricorso sul punto (errore materiale); 2) ulteriori errori di fatto per non aver valutato correttamente una fattura allegata (smaltimento della carcassa del cavallo), sostenendo che la Corte avesse attribuito erroneamente la fattura a Silvia invece che a Paola Amadesi e che la fattura fosse stata prodotta per dimostrare l'abbandono del cavallo e non per provare la titolarità dell'animale

La decisione

Il ricorso straordinario è stato dichiarato inammissibile. Il primo motivo è inammissibile perché l'errore materiale lamentato era già stato emendato con ordinanza ex art. 130 c.p.p. del 7/9/2021; il secondo motivo è inammissibile perché gli errori denunciati non erano decisivi ai fini della decisione (cioè non hanno inciso sulla valutazione fondamentale della qualità di persona offesa di Silvia Gimigliano) e quindi non rientrano tra i vizi opponibili con il ricorso straordinario per errore di fatto. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende (importo non specificato nel testo fornito)

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il ricorso straordinario per cassazione è ammesso solo per errori materiali o errori di fatto decisivi; non sono ammessi errori di valutazione o interpretazione giuridica che non abbiano avuto effetto decisivo sulla pronuncia

  • art. 130 cod. proc. pen.

    ordinanza ex art. 130 c.p.p. del 7 settembre 2021

    Consente la correzione di errori materiali nella motivazione della sentenza di cassazione; una correzione effettuata rende privo di interesse il motivo basato sullo stesso errore materiale

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese processuali e ad una somma alla Cassa delle ammende quando sussistono i presupposti (anche con rinvio al principio che può sussistere colpa nella proposizione dell'impugnazione)

  • sentenza Corte costituzionale n. 186 del 2000

    Utilizzata per richiamare il principio che può sussistere colpa nella proposizione dell'impugnazione, giustificando la condanna alla Cassa delle ammende

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. 5 n. 29240/2018; Sez. U n. 16103/2002; Sez. 6 n. 14296/2014)

    citazioni giurisprudenziali presenti nella motivazione

    Distinguono errore materiale, errore di fatto ed errori di giudizio; precisano che l'errore di fatto opponibile con art. 625-bis deve essere un errore percettivo decisivo che abbia determinato una diversa pronuncia

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è rimedio molto limitato: ammette solo errori materiali o errori di fatto decisivi che abbiano effettivamente determinato una diversa decisione; errori di valutazione o di interpretazione non sono impugnabili con questo mezzo
  • Se l'errore materiale denunciato è stato già corretto con ordinanza (ex art. 130 c.p.p. o altra correzione riconosciuta), viene meno l'interesse all'accoglimento del ricorso straordinario e il motivo diventa inammissibile
  • Documenti allegati (es. fatture) devono essere dimostrati come decisivi per l'esito del giudizio: se l'asserita svista su tali documenti non ha inciso logicamente sulla decisione, il vizio non è rilevante ai fini del ricorso straordinario
  • Prima di proporre ricorso straordinario è necessario verificare che l'errore sia percettivo e decisivo (cioè che, senza l'errore, la Corte avrebbe deciso diversamente); in mancanza di ciò il ricorso rischia l'inammissibilità e la condanna alle spese
  • Esiste un rischio di sanzioni (spese processuali e somme alla Cassa delle ammende) quando l'impugnazione appare infondata o frutto di colpa nella proposizione dell'atto; valutare attentamente la fondatezza del motivo prima di procedere

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