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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20040/2022 del 23/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di conferma della condanna per: (1) coltivazione di 502 piante di cannabis (art. 73 DPR 309/1990 e art. 81 c.p. per continuazione), sostenendo che la responsabilità non era provata oltre ogni ragionevole dubbio e richiamando le dichiarazioni di Santino Pettinato che si assumeva la titolarità della coltivazione; (2) furto aggravato di energia elettrica (artt. 624, 625 c.p.), rilevando che l'utenza e il contratto di locazione erano intestati a Pettinato; (3) mancata concessione delle attenuanti generiche, essendosi tenuto conto di precedenti penali risalenti nel tempo e della regolare occupazione lavorativa del ricorrente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi siano aspecifici e mirino a una rivalutazione del fatto riservata al giudice di merito. Ha inoltre ritenuto adeguatamente motivata la valutazione probatoria dei giudici di merito (quadro indiziario: De Simone sorpreso in auto vicino all'immobile con vasi identici a quelli della piantagione, piante, busta di cannabis, mazzo di chiavi e altri vasi rinvenuti nell'abitazione) e motivata la condanna per furto di energia dato l'allaccio abusivo funzionale all'alimentazione della piantagione. Ha condiviso anche la valutazione negativa sulle attenuanti generiche, in ragione dei precedenti e della pericolosità delle modalità contestate. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 81 secondo comma

    Richiamata per il vincolo della continuazione che ha unificato le pene applicate ai reati contestati.

  • D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, art. 73 comma 1

    Norma che punisce i delitti relativi agli stupefacenti; applicata alla coltivazione di cannabis.

  • Codice penale, artt. 624 e 625 nn. 2 e 7

    Norme sul furto e sue aggravanti: utilizzate per contestare l'impossessamento di energia elettrica mediante allaccio abusivo.

  • Codice di procedura penale, art. 533

    Richiamato dal ricorrente nella censura sulla valutazione della prova; la Corte di Cassazione ha tuttavia ricordato i limiti della sua sindacabilità sulla valutazione dei fatti operata dai giudici di merito.

  • D.lgs. 28 luglio 1989 n. 271, art. 173 comma 1

    Regola i limiti della prospettazione dei motivi nel ricorso in cassazione; richiede esposizione nei limiti necessari alla decisione.

  • Codice penale, art. 133

    Disciplina le circostanze attenuanti generiche; la Corte ha ricordato che il giudice può valorizzare il(i) elemento(i) ritenuto(i) prevalente(i) e che precedenti, modalità del reato e pericolosità sociale possono legittimare il diniego.

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Prevede l'obbligo, in caso di ricorso inammissibile per responsabilità del ricorrente, del versamento di una somma alla Cassa delle Ammende; applicata per l'irrogazione di euro 3.000,00.

  • Corte Costituzionale, sentenza n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata in relazione ai criteri sull'applicazione della sanzione alla Cassa delle Ammende e alla valutazione della colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (citata in motivazione)

    Sez. 3, n. 8065/2018; Sez. 2, n. 27816/2019; Sez. 3, n. 18521/2018; altre

    Richiami giurisprudenziali usati per ribadire i principi: la Corte di cassazione non è un nuovo giudice del fatto; il ricorso deve essere specifico e confrontarsi criticamente con le argomentazioni della sentenza impugnata.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti: i ricorsi che chiedono una rinnovata valutazione delle prove senza contestare specificamente errori di diritto o illogicità manifeste sono inammissibili.
  • Per impugnare efficacemente una condanna per coltivazione/possesso è necessario contestare con precisione le ragioni logiche e giuridiche poste a fondamento della valutazione indiziaria, non limitarsi a criticare il convincimento del giudice.
  • La titolarità di un contratto di fornitura (utenza elettrica) intestata a terzi non esclude automaticamente la responsabilità penale se emergono elementi probatori che collegano l'imputato all'uso o al beneficio dell'energia sottratta.
  • Il diniego delle attenuanti generiche può essere giustificato anche quando i precedenti sono risalenti se tali precedenti sono ritenuti specifici o se le modalità del reato evidenziano pericolosità sociale o capacità a delinquere.
  • Chi propone ricorso in Cassazione deve rispettare i requisiti di specificità: elencare le norme violate, spiegare esattamente il vizio di motivazione e confrontarsi con le argomentazioni della sentenza impugnata, altrimenti corre il rischio di inammissibilità e di sanzioni pecuniarie (spese e Cassa delle Ammende).

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