Cassazione Penale, Sentenza n. 42816/2024 del 21/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del giudice dell'esecuzione per avere quantificato gli aumenti di pena per i reati "satellite" riconosciuti in continuazione in misura superiore a quella stabilita dal giudice della cognizione (Tribunale di Pescara), violando il principio del divieto di reformatio in peius.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata limitatamente alla quantificazione della pena complessiva e ha proceduto direttamente alla rideterminazione della pena in sede di Cassazione. Calcolo adottato: pena base anni 6 e euro 7.000 (sentenza sub 2) aumentata di mesi 3 ed euro 300 per il reato più grave proveniente dalla sentenza sub 1) e di ulteriori mesi 16 ed euro 1.600 per i sedici reati satellite, per una pena finale di anni 7 e mesi 7 di reclusione ed euro 8.900 di multa.
Norme richiamate
Disciplina del riconoscimento della continuazione in sede esecutiva: il giudice dell'esecuzione determina il trattamento sanzionatorio in applicazione della disciplina della continuazione quando vi siano più sentenze irrevocabili. Qui è stata la norma di riferimento per il riconoscimento della continuazione tra le sentenze richiamate.
Norma sostanziale relativa ai reati per cui l'imputato è stato condannato (reati oggetto delle sentenze). È il tipo di reato cui si riferiscono le pene base e gli aumenti applicati nelle sentenze di merito.
Principio giurisprudenziale Sezioni Unite (Sez. U, n. 6296 del 24/11/2016 Rv. 268735)
Il giudice dell'esecuzione non può quantificare gli aumenti di pena per i reati-satellite in misura superiore a quella fissata dal giudice della cognizione nella sentenza irrevocabile; divieto di reformatio in peius in sede di rideterminazione del trattamento sanzionatorio.
Massime di principio
- Il giudice dell'esecuzione, pur potendo riconoscere la continuazione tra diverse condanne irrevocabili ai sensi dell'art. 671 c.p.p., non può aumentare gli incrementi applicati ai reati-satellite rispetto a quanto già determinato dal giudice della cognizione: eventuali maggiorazioni sono vietate per non violare il divieto di reformatio in peius.
- In presenza di più sentenze irrevocabili riconducibili a un medesimo disegno criminoso, la rideterminazione della pena complessiva va effettuata rispettando i criteri e le misure già adottate dal giudice di merito per ciascun fatto; se il giudice dell'esecuzione errasse, la Corte di Cassazione può annullare e, se possibile, procedere direttamente alla nuova quantificazione.
- Quando il provvedimento impugnato eccede rispetto a quanto stabilito in sede cognitoria, il rimedio è l'annullamento parziale senza rinvio con rideterminazione diretta della pena in Cassazione, se le operazioni di calcolo sono immediate e non richiedono istruttoria.
- Nel formulare ricorso contro la quantificazione della continuazione è essenziale confrontare passo passo gli aumenti applicati in sede cognitiva con quelli adottati in sede esecutiva per ciascun reato-satellite.
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