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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30889/2025 del 15/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza di conferma del sequestro preventivo lamentando: (1) nullità radicale del decreto di sequestro per violazione degli artt. 309, comma 9, e 324, comma 7, c.p.p., in quanto il decreto del GIP non conteneva alcuna motivazione sul requisito del periculum in mora e tale carenza non potrebbe essere integrata dal Tribunale del riesame; (2) in subordine, la motivazione resa dal Tribunale in sede di riesame sarebbe manifestamente illogica: la titolarità di una motocicletta di valore e di quote immobiliari (anche gravate da mutuo) e l'assenza di atti distrattivi non giustificherebbero il pericolo di dispersione delle garanzie patrimoniali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo: ha ritenuto che l'assenza assoluta di motivazione sul periculum in mora nel decreto di sequestro preventivo è causa di nullità radicale e non può essere sanata o integrata dal Tribunale del riesame. Ha quindi annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e il decreto di sequestro preventivo del 15/11/2024 limitatamente ai beni sequestrati al ricorrente, ordinandone la restituzione. L'accoglimento del primo motivo ha assorbito il secondo motivo di doglianza. La Corte ha inoltre osservato che essa non può rilevare d'ufficio tale nullità in sede di cassazione, perciò la deduzione doveva essere specificamente prospettata.

Norme richiamate

  • art. 309, comma 9, cod. proc. pen.

    Imposta l'obbligo di motivazione del provvedimento che dispone il sequestro preventivo; la mancanza assoluta della motivazione sul periculum in mora determina la nullità radicale del decreto.

  • art. 324, comma 7, cod. proc. pen.

    Riguarda i poteri del tribunale del riesame; secondo la Corte, non consente di integrare la mancanza assoluta di motivazione del decreto in ordine al periculum in mora, sicché il vizio è insanabile in sede di riesame.

  • art. 10‑quater d.lgs. n. 74/2000

    Norma sostanziale delittuosa riferita al reato per il quale è stato disposto il sequestro (utilizzo in compensazione di crediti inesistenti); la confisca è stata chiesta funzionalmente alla condanna per tale fattispecie, ma il vizio formale del decreto ne ha determinato l'annullamento.

Massime di principio

  • Il decreto di sequestro preventivo deve contenere espressa e specifica motivazione in ordine al periculum in mora; l'assenza totale di tale motivazione determina nullità radicale del provvedimento.
  • Il tribunale del riesame non può "integrare" o sanare una totale carenza di motivazione sul periculum in mora presente nel decreto del GIP; la carenza insanabile comporta annullamento senza rinvio.
  • In cassazione la parte deve dedurre specificamente la violazione degli artt. 309 comma 9 e 324 comma 7 c.p.p.; la Corte non può rilevare d'ufficio la nullità radicale derivante dalla mancanza della motivazione.
  • Quando si contesta il periculum in mora, è utile distinguere tra motivazione del tutto assente (nullità radicale) e motivazione carente o debole (eventuale sindacato di logicità/adeguatezza): le conseguenze processuali sono molto diverse.
  • Per difendersi efficacemente in situazioni analoghe, documentare l'assenza di atti di distrazione patrimoniale e la natura dei beni (es. immobili gravati da mutuo) può supportare l'argomento che non sussiste il periculum in mora, ma se la motivazione è del tutto mancante l'azione principale è impugnare per nullità formale.

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