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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33541/2023 del 01/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Reggio Calabria del 29/03/2022 che aveva riformato l'assoluzione di primo grado e condannato l'imputato per il reato di tentata estorsione mediante invio anonimo di una missiva minatoria. Il ricorso deduceva: 1) violazione dell'art. 533 c.p.p. per mancata "motivazione rafforzata" richiesta per la riforma di una sentenza assolutoria; 2) violazione dell'art. 192, comma 2, c.p.p. e vizio di motivazione per errata valutazione della prova indiziaria (mancata valutazione preventiva della gravità e precisione dei singoli indizi e impropria mera sommatoria degli stessi), nonché uso inappropriato dei risultati del giudizio incidentale cautelare.

La decisione

La Corte di legittimità ha accolto il ricorso in entrambi i motivi. Ha ritenuto che la Corte d'appello non avesse fornito la "motivazione rafforzata" necessaria per superare l'assoluzione di primo grado, limitandosi a una diversa valutazione degli stessi elementi probatori senza spiegare perché il precedente giudizio fosse epistemologicamente viziato. Inoltre ha riscontrato errori metodologici nella valutazione degli indizi: la Corte territoriale non ha valutato singolarmente e con adeguata attenzione la gravità e la precisione di ciascun indizio (es. impronta sulla busta ma assenza di tracce sul foglio interno; vicinanza geografica; presunte frequentazioni; comportamento tenuto al controllo), ha fatto ricorso a una sommatoria impropria degli elementi e ha confuso i criteri del giudizio cautelare con quelli del giudizio di merito. Per questi motivi la sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Reggio Calabria per nuovo giudizio, con istruzioni di osservare l'obbligo di motivazione rafforzata e i corretti criteri di valutazione degli indizi.

Norme richiamate

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Richiama l'obbligo di motivazione rafforzata in caso di riforma di una sentenza assolutoria: la Corte d'appello deve spiegare perché la sua valutazione probatoria ha forza persuasiva maggiore rispetto a quella del giudice di primo grado, evidenziando vizi o incompletezze del precedente accertamento.

  • art. 192, comma 2, cod. proc. pen.

    Stabilisce i criteri di valutazione della prova indiziaria (gravità, precisione, concordanza). La Corte richiama la necessità di valutare preliminarmente ciascun indizio secondo tali caratteri prima di procedere all'esame unitario e complessivo; non è ammessa né una valutazione atomistica né una mera sommatoria priva di verifica preliminare.

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Richiamato per evidenziare la differenza tra i "gravi indizi di colpevolezza" richiesti per le misure cautelari e gli indizi idonei a fondare una condanna definitiva: i criteri e la funzione delle valutazioni sono distinti e non sono automaticamente sovrapponibili.

Massime di principio

  • Quando una Corte d'appello riforma una assoluzione, è obbligata a una "motivazione rafforzata": non basta una diversa lettura degli stessi elementi, bisogna mostrare perché la valutazione precedente era carente o illogica e perché la nuova valutazione supera il ragionevole dubbio.
  • Nella prova indiziaria seguire la progressione metodologica: 1) valutare singolarmente ogni indizio verificandone gravità, precisione e resistenza alle obiezioni; 2) solo se gli indizi superano questa verifica, procedere all'esame unitario per stabilire se la loro combinazione raggiunge la prova oltre ogni ragionevole dubbio. Non è ammessa una mera sommatoria di indizi privi di sufficiente valore individuale.
  • La presenza di un indizio su un oggetto (es. impronta sulla busta) non può automaticamente collegare l'indagato al contenuto se manca traccia sul corpo del fatto (es. sul foglio interno); il giudice deve considerare e motivare alternative plausibili (contaminazione, cessione della busta, ignoranza del contenuto).
  • I risultati di valutazioni effettuate nella fase cautelare (es. "gravi indizi" per misure) non sostituiscono né giustificano automaticamente una valutazione di colpevolezza in sede di giudizio: gli standard e le operazioni valutative sono diversi e devono essere rispettati distintamente.
  • Se l'imputato prospetta ipotesi alternative concrete e razionali, la Corte che intende ritenere la colpevolezza deve affrontarle esplicitamente e confutarle con argomenti motivati.

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