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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13364/2026 del 13/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha censurato la violazione di legge per omissione di decisione su un'istanza presentata al giudice (richiesta di continuazione), ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Napoli per un nuovo giudizio limitato al punto omesso (cioè per decidere sull'istanza di continuazione).

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduceva violazione di legge e vizio di motivazione perché, nell'udienza dell'8 gennaio 2025 in cui il Tribunale di Napoli ha pronunciato l'ordinanza di revoca della sospensione condizionale della pena su istanza del pubblico ministero (ex art. 168, comma 1, n. 1 c.p.), il difensore aveva chiesto espressamente l'applicazione della continuazione fra il reato oggetto della sentenza del 8 maggio 2017 e quello per cui era intervenuta successiva condanna (sentenza del 2 dicembre 2021). Il giudice dell'esecuzione ha invece deciso soltanto sull'istanza di revoca senza dare alcuna risposta alla richiesta di continuazione formulata dalla difesa.

Norme richiamate

  • art. 168, comma 1, n. 1, cod. pen.

    La revoca della sospensione condizionale della pena è stata adottata dal Tribunale in base a questa disposizione, in presenza della commissione di un ulteriore delitto per il quale è stata inflitta una pena detentiva

  • Sez. U, n. 42792 del 31/10/2001 (Policastro), Rv. 220093

    Richiamata quale principio che consente alla Corte di accedere agli atti quando il vizio dedotto concerne omissione di decisione su istanze presentate nell'ambito del procedimento

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione è obbligato a decidere su tutte le istanze presentate dalle parti nell'udienza: l'omissione di replica su una richiesta sottoposta gli configura violazione di legge.
  • Se in sede di revoca della sospensione condizionale viene sollevata dall'imputato (o dalla difesa) l'applicazione della continuazione tra precedenti e successivi reati, il giudice deve pronunciarsi anche su tale richiesta, perché l'esito può incidere sulla decisione sulla sospensione.
  • In presenza di una condanna successiva irrevocabile, il pubblico ministero può chiedere la revoca della sospensione (art. 168 c.p.), ma la difesa può contrastare invocando la continuazione; il giudice dell'esecuzione deve valutare entrambe le prospettazioni e motivare la propria decisione.
  • Se il giudice omette di decidere su una istanza rilevante, la parte interessata può impugnare per vizio di motivazione/omissione e la Corte di legittimità può annullare con rinvio per nuovo esame limitato al punto omesso.
  • Per evitare annullamenti è opportuno che la difesa formuli in udienza richieste chiare e, se necessario, ne richieda espressamente la decisione con motivazione; in caso di omissione, la segnalazione immediata nel verbale è utile per il sindacato della Corte di Cassazione.

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