Cassazione Penale, Sentenza n. 20546/2024 del 23/05/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso contestava la riqualificazione del fatto da lesioni personali a tentato omicidio e la conseguente aggravamento della misura cautelare (da arresti domiciliari a custodia in carcere). La difesa denunciava vizi di motivazione rispetto ai parametri dell'art. 273 c.p.p., travisamento della prova (soprattutto riguardo alle immagini video), violazione dell'art. 292, comma 2-ter c.p.p. e l'equiparazione apodittica della posizione dell'indagato a quella del coindagato Fadel. Sosteneva che Dekpo aveva agito in difesa, che non risultava a lui riconducibile l'uso dell'arma e che la misura degli arresti domiciliari era adeguata, considerati anche l'assenza di precedenti e il rischio concreto di reiterazione.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto congrua e logica la motivazione del Tribunale che, sulla base delle immagini e delle lesioni riportate dalle vittime, ha riqualificato il fatto in tentato omicidio sostenendo il concorso dell'indagato nel progetto aggressivo (ricerca degli antagonisti, armamento e colpi inferti con coltello) e il ruolo di supporto al coindagato che ha esploso colpi d'arma da fuoco. Ne è conseguita la legittimità della misura di custodia cautelare in carcere come adeguata a contenere il pericolo di reiterazione e la pericolosità dell'indagato. Perciò il ricorso, essenzialmente volto a una rivalutazione di merito degli indizi e delle immagini, è stato ritenuto improcedibile in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro tremila alla Cassa delle ammende; inoltre è stata disposta l'esecuzione del provvedimento impugnato.
Norme richiamate
Parametri ai quali il giudice deve attenersi per valutare la misura cautelare; la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia correttamente applicato tali parametri nella valutazione della gravità indiziaria e delle esigenze cautelari
art. 292, comma 2-ter, cod. proc. pen.
Norma richiamata dalla difesa come violata; dalla decisione emerge che la Corte non ha rilevato alcuna violazione procedurale deducibile nella motivazione del Tribunale
Disciplina della verifica delle esigenze cautelari; la Corte ha ribadito che il controllo di legittimità non può sostituirsi alla valutazione di merito purché la motivazione non sia manchevole o manifestamente illogica
Prevede la condanna alle spese del giudizio di legittimità; applicata per il ricorso dichiarato inammissibile
art. 28 del Regolamento di esecuzione del codice di rito
Richiamato in relazione agli adempimenti per l'esecuzione del provvedimento divenuto definitivo
art. 23 d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (convertito), art. 16 d.l. 30 dicembre 2021, n. 228, art. 94, comma 2, d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
Riferimenti normativi procedurali relativi alla requisitoria scritta del Procuratore generale; citati per indicare la conformità formale della requisitoria che ha chiesto il rigetto del ricorso
Massime di principio
- La Corte di legittimità non ammette la rivalutazione in sede di cassazione degli elementi indiziari e delle immagini video quando la motivazione del giudice di merito sia congrua e non manifestamente illogica
- La riqualificazione del reato effettuata dal giudice d'appello (o del riesame) può legittimamente comportare l'aggravamento della misura cautelare se la nuova qualificazione è sorretta da motivazione coerente che evidenzi maggiori esigenze cautelari
- La prova derivante da filmati e dalla consistenza delle lesioni può costituire indizio grave e preciso per la sussistenza del tentato omicidio, soprattutto se emerge un comportamento coordinato e l'uso congiunto di armi
- L'affermazione della natura difensiva di una condotta deve essere provata e discussa nel merito; in cassazione la semplice offerta di una lettura alternativa dei fatti è inadeguata se non dimostra vizi di motivazione o legge
- Per impugnare con successo la misura cautelare occorre dimostrare specificamente l'inadeguatezza e la manifesta illogicità della motivazione che ha portato all'aggravamento, non limitandosi a deduzioni generiche
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