Cassazione Penale, Sentenza n. 44798/2024 del 06/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 17/06/2024 che aveva confermato la misura cautelare degli arresti domiciliari per il delitto di corruzione. Il ricorrente, tramite due motivi: (1) denunciava violazione di legge ex art. 273 cod. proc. pen. sostenendo che il Tribunale aveva indebitamente trasformato in elemento indiziante a suo carico la percezione espressa da Pietro Acierno nelle conversazioni intercettate, senza considerare che si trattava di mere valutazioni di Acierno; (2) deduceva carenza di motivazione con riferimento a una memoria difensiva e contestava la valorizzazione di un colloquio con l'arch. Buglione sulla data di invio di pratiche alla Soprintendenza, sostenendo che la pratica relativa al costruttore Nusco era stata inviata il 18 agosto e non il 4 agosto, per cui la ricostruzione del Tribunale sarebbe erronea e non avrebbe considerato che D'Avanzo era interessato ad altre pratiche.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per aspecificità e comunque manifestamente infondato. Ha ritenuto che il Tribunale avesse correttamente ricostruito il quadro indiziario, valorizzando conversazioni intercettate che riportavano colloqui tra Acierno e il ricorrente incentrati sulla volontà di inserire il progettista Vetrano e che non risultavano meri giudizi soggettivi di Acierno, poiché costituivano trasposizione di colloqui in cui il ruolo del ricorrente non era radicalmente negato. Quanto al secondo motivo, la Corte ha ritenuto inconferente la contestazione sulle date indicate dall'arch. Buglione, osservando che questa aveva riferito genericamente sulle pratiche e sulle pressioni subite e che D'Avanzo aveva effettivamente sollecitato l'esame delle pratiche in più occasioni. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Richiamato dal ricorrente per censurare modalità di motivazione del Tribunale; la Corte ha ritenuto il motivo aspecifico e ha ritenuto che il Tribunale avesse adeguatamente esaminato le conversazioni intercettate, quindi il richiamo all'art. 273 non ha sorretto l'inammissibilità del provvedimento impugnato
Massime di principio
- Un ricorso per l'annullamento di misure cautelari deve essere specifico: va indicato con chiarezza quale errore di fatto o di diritto sia stato commesso nel valutare gli elementi indiziari, non basta una contestazione generica della motivazione.
- Conversazioni intercettate che riportano colloqui tra il sospettato e terzi possono avere valore indiziario anche se riferite da un interlocutore, se risulta che descrivono dialoghi e il soggetto non ha negato radicalmente il contenuto; non possono essere liquidate come pure "percezioni" senza argomentazione.
- Piccole incongruenze fattuali (es. incertezze sulla data di invio di una pratica) sono spesso inidonee a scalfire un quadro indiziario coerente a meno che non si dimostri che tali incongruenze annullano il nesso probatorio centrale.
- In sede di impugnazione è utile confrontarsi punto per punto con la motivazione del giudice di merito, fornendo prove documentali o argomentazioni che mostrino in modo specifico l'insussistenza o l'irrilevanza degli indizi; la mera riaffermazione di alternative interpretative tende a non essere recepita.
- Quando si impugna la valutazione di elementi indiretti, conviene proporre spiegazioni alternative coerenti e verificabili (es. alibi, documentazione che dimostri altro destinatario della pratica, registrazioni/messe a verbale che smentiscano la ricostruzione) e indicare espressamente quali parti della motivazione si ritengono viziate e perché.
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