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Cassazione Penale, Ordinanza n. 13219/2026 del 10/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La sentenza impugnata aveva confermato la condanna di primo grado per evasione. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione con un motivo unico, deducendo la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all'art. 131-bis c.p. Sosteneva che la motivazione non fosse adeguata sia quanto al mancato riconoscimento delle giustificazioni dell'assenza, sia quanto all'elemento soggettivo del dolo. In sostanza, contestava che la condotta fosse stata correttamente qualificata come dolosa e che fossero stati spiegati in modo sufficiente i presupposti per escludere la particolare tenuità del fatto.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il ricorso e lo ha dichiarato inammissibile. Ha rilevato che la Corte d'appello aveva individuato una contraddizione nella versione difensiva: al momento del controllo la compagna dell'imputato aveva dichiarato di ignorarne la localizzazione, mentre successivamente aveva riferito telefonicamente che l'imputato si trovava al Pronto Soccorso di Tor Vergata, circostanza in effetti riscontrata. Da ciò la Corte territoriale aveva desunto la falsità del pretesto addotto e la sussistenza del dolo. Inoltre, la particolare tenuità del fatto era stata esclusa in ragione della durata dell'allontanamento, della pervicace resistenza alle prescrizioni dell'autorità e della precedente commissione della medesima fattispecie. Conseguentemente, oltre alla declaratoria di inammissibilità, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non è applicabile quando la condotta, valutata complessivamente, risulti non lieve per durata dell'allontanamento, per la persistente inosservanza delle prescrizioni e per la recidiva fattuale desumibile da un precedente arresto per la stessa condotta.

Massime di principio

  • Nel reato di evasione, il dolo può essere desunto anche da elementi fattuali incompatibili con una giustificazione credibile dell'assenza, specie quando emergano versioni contraddittorie o pretestuose sul luogo in cui l'imputato si trovava.
  • La particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. va esclusa quando la condotta presenti una durata apprezzabile, una resistenza perseverante alle prescrizioni dell'autorità e un precedente specifico che denoti non occasionalità del comportamento.
  • In sede di legittimità, la motivazione sul diniego della particolare tenuità del fatto è sufficiente se la sentenza di merito dà conto degli elementi concreti che rendono la condotta non occasionale e non lieve; non è necessario un approfondimento ulteriore quando la decisione abbia già evidenziato i dati fattuali decisivi.
  • Il ricorso che si limita a contestare la valutazione di merito sulla credibilità del pretesto difensivo e sulla gravità concreta del fatto, senza evidenziare un reale vizio logico o giuridico, è destinato a essere dichiarato inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilitàEvasione
RamiParte generaleReati contro l'amministrazione della giustizia
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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