Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 11901/2026 - Roma, Sezione 4T

per l’accertamento della legittimità della concessione della licenza di somministrazione di alimenti e bevande in locale ubicato in zona Trastevere e dotato dei requisiti di legge e per la declaratoria degli effetti costitutivi sul trasferimento della medesima licenza a far data dalla domanda presentata oltre, nel caso di reiterato diniego di concessione per ragioni di carattere “ normativo” imposte arbitrariamente da Roma Capitale, per il risarcimento dei danni connessi alla perdita di “chances” commerciali.

Giustizia amministrativa202308982

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Ha ritenuto che il secondo ricorso identico, recante un diverso importo della pretesa risarcitoria, superasse il primo e determinasse il venir meno dell'interesse alla decisione nel presente giudizio, conformemente all'eccezione sollevata da Roma Capitale. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della fattispecie.

TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: diniego o contestazione relativa alla concessione e al trasferimento di una licenza di somministrazione di alimenti e bevande, con domanda risarcitoria

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha proposto una domanda di accertamento della legittimità della concessione della licenza di somministrazione di alimenti e bevande per un locale sito nella zona di Trastevere, nonché degli effetti costitutivi sul trasferimento della licenza dalla data della domanda, contestando reiterati dinieghi fondati su ragioni normative che assumeva arbitrariamente imposte da Roma Capitale. Ha inoltre chiesto il risarcimento dei danni derivanti dalla perdita di chances commerciali, quantificati in 500.000 euro nel presente ricorso. Il giudizio è stato definito rilevando che la stessa ricorrente aveva proposto un secondo ricorso, identico quanto a contenuto e pretese, ma con una diversa quantificazione del danno, pari a 250.000 euro.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La proposizione da parte dello stesso ricorrente di un secondo ricorso identico al primo, avente le medesime pretese ma destinato a sostituire o superare il primo quanto alla quantificazione della domanda risarcitoria, può determinare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del primo ricorso e la conseguente improcedibilità.
  • La sopravvenuta carenza di interesse deve essere valutata con riferimento all'utilità concreta che il ricorrente può ancora conseguire dalla decisione sul ricorso pendente; tale utilità viene meno quando un successivo giudizio identico assorbe o supera le pretese azionate nel primo.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàPubblici esercizi e somministrazione
RamiProcesso amministrativoCommercio e attività produttive
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.