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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11074/2022 del 28/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Catania (17/06/2021) che aveva confermato l'ordinanza del GIP (25/05/2021) applicando gli arresti domiciliari a Felìs, gravemente indiziato di partecipazione ad un'associazione a delinquere finalizzata all'esercizio abusivo di giochi e scommesse a distanza e all'intestazione fittizia di agenzie di scommesse (attività svolte nelle province di Catania, Enna, Siracusa, Caltanissetta, Messina e Agrigento, dal giugno 2018 al gennaio 2019). Il ricorrente contestava la mancata considerazione del tempo trascorso dalla commissione dei fatti alla misura cautelare, l'assenza di motivazione sul pericolo concreto e attuale di reiterazione (ricorrente rilevava che il presunto capo, Padovani, era in carcere e che le attrezzature erano state sequestrate) e la mancata valutazione della sostituibilità della misura con una meno afflittiva (presentazione alla polizia giudiziaria).

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondato il motivo: il decorso del tempo è neutro ai fini cautelari e il Tribunale del riesame ha correttamente motivato che non vi erano elementi di recesso dal progetto criminoso; in fase di esecuzione della misura gli operanti hanno riscontrato la sede di viale Lazio ancora operativa con chiavi nella disponibilità del ricorrente. È stata inoltre valutata la concretezza del pericolo di reiterazione e la possibilità che il sequestro fosse neutralizzato mediante ricorso a nuovi siti e prestanome; una misura meno afflittiva avrebbe dato al ricorrente eccessiva libertà di movimento, agevolando la prosecuzione delle attività illecite. Segue condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente a seguito del rigetto del ricorso.

  • Cass., Sez. 1, n. 21900 del 07/05/2021 (Poggiali, Rv. 282004-01)

    Cass., Sez. 1, n. 21900 del 07/05/2021, Poggiali, Rv. 282004-01

    Giurisprudenza di legittimità che afferma la neutralità del decorso del tempo nella valutazione delle esigenze cautelari; richiamata per sostenere che il tempo trascorso non annulla la sussistenza delle esigenze cautelari se permangono elementi sintomatici di pericolo.

Massime di principio

  • Il decorso del tempo tra i fatti e l'adozione di una misura cautelare non è di per sé sufficiente a escludere esigenze cautelari: la valutazione resta ancorata all'esistenza di concrete e attuali esigenze cautelari.
  • Per dimostrare l'assenza del pericolo di reiterazione, il difensore deve produrre elementi concreti di abbandono dell'attività criminosa; il mero arresto di un capo o il sequestro di beni non basta se sussistono segnali di operatività residua (es. sedi operative, disponibilità di chiavi, continuità organizzativa).
  • La possibilità tecnica di eludere un sequestro (es. mediante nuovi siti o prestanome) può legittimare misure cautelari più afflittive se sussiste il rischio che le attività illecite riprendano facilmente.
  • La sostituzione della misura cautelare con una meno afflittiva richiede che tale misura sia effettivamente idonea e proporzionata a neutralizzare il rischio di reiterazione; se una misura più lieve consente libertà di azione incompatibile con l'obiettivo cautelare, il giudice può legittimamente rifiutarla.
  • In sede di riesame e cassazione il giudice valuta sia la correttezza giuridica (principi come la neutralità del tempo) sia la motivazione fattuale: decisioni basate su riscontri concreti di operatività vengono ritenute difficilmente censurabili.

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