Cassazione Civile, Sentenza n. 33254/2021 del 10/11/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Milano relativa al recesso dal rapporto di lavoro del Sig. Catano: RCS contestava l'esclusione della giusta causa del licenziamento e denunciava l'omesso esame di fatti decisivi (ruolo di controllo del dirigente, firme su mandati di pagamento, segnalazioni di irregolarità). Catano ha resistito e ha proposto ricorso incidentale su questioni relative alla tardività della contestazione disciplinare e alla giustificatezza del recesso; oggetto anche questioni economiche (indennità fissa e incidenza sul TFR) e danno all'immagine.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili sia il ricorso principale proposto da RCS sia il ricorso incidentale di Catano. La Corte ha richiamato i limiti dell'art. 360 c.p.c. n.5 (impossibilità di rivedere il giudizio di merito salvo omesso esame di fatto specifico e decisivo) e ha ritenuto che RCS non abbia individuato un fatto storico omesso tale da mutare l'esito. Anche i motivi incidentali di Catano, che in sostanza impugnavano valutazioni di merito (tardività della contestazione, giustificatezza), sono stati dichiarati inammissibili. Spese compensate; la Corte ha altresì rilevato i presupposti per il versamento di un ulteriore contributo unificato ove dovuto.
Norme richiamate
La Corte ricorda che il vizio d'omesso esame di fatto ai sensi di questa norma consente la cassazione solo se venga indicato un fatto storico omesso, oggettivamente desumibile dagli atti, e tale da essere decisivo per modificare l'esito della controversia; non autorizza una nuova valutazione di merito.
Invocato per presunte violazioni di legge (es. norme sul procedimento disciplinare), la Corte ha verificato che molte doglianze erano in realtà contestazioni della valutazione probatoria, non sindacabili in cassazione mediante questa norma.
artt. 2104, 2105, 2119, 2697 c.c.
Riferimenti alle norme sul contenuto della prestazione lavorativa, doveri del prestatore d'opera e sull'onere della prova; la Corte segnala che le questioni sollevate attengono alla valutazione probatoria delle responsabilità gestionali del dirigente e quindi al merito.
Norma sulla tutela contro il licenziamento illegittimo: presa in considerazione nel quadro della valutazione sulla legittimità del recesso, ma la decisione finale su giustificatezza/giusta causa rimane fondata su valutazione di merito.
Norma sul procedimento disciplinare (contestazione e termini): la corte ha ritenuto che le doglianze sulla tardività della contestazione fossero questioni di fatto e non idonee a giustificare la cassazione se non individuando un concreto errore di diritto.
Riferimenti alle regole probatorie e all'onere della prova; la Corte ha valutato che le contestazioni attengono alla valutazione delle risultanze probatorie di merito.
art. 23 comma 8-bis D.L. 137/2020 conv. L. n.176/2020
Disposizione procedurale che consente alla Procura Generale di depositare conclusioni scritte; in questo procedimento la Procura ha depositato conclusioni chiedendo l'accoglimento del ricorso principale e l'inammissibilità del ricorso incidentale.
art. 27 (contratto collettivo dirigenti)
Richiamato in relazione alla disciplina dei dirigenti e al trattamento del recesso: la Corte sottolinea la distinzione tra giusta causa e giustificatezza nel licenziamento dei dirigenti, con ampia valutazione discrezionale del datore.
art. 13 comma 1-bis e comma quater DPR n.115/2002
Norme sul contributo unificato: la Corte attesta la sussistenza delle condizioni per l'applicazione dell'ulteriore contributo unificato da parte del ricorrente principale e di quello incidentale ove dovuto.
Massime di principio
- In cassazione non è possibile ottenere la revisione del merito: per un vizio di omesso esame ai sensi dell'art.360,1,n.5 c.p.c. occorre indicare uno o più fatti storici specifici, desumibili dagli atti, la cui mancata considerazione sia stata decisiva e idonea a cambiare il giudizio.
- Le questioni relative alla valutazione delle firme, documenti contabili e della responsabilità gestionale di un dirigente sono essenzialmente questioni di fatto e prova; vanno dedotte e provate nei gradi di merito e difficilmente riformate in cassazione.
- Per i dirigenti il giudizio sul recesso distingue tra 'giusta causa' (richiede prova diretta di gravissima inadempienza) e 'giustificatezza' del licenziamento (consente valutazione globale e ragionevole del datore di lavoro, con più ampia discrezionalità).
- La tardività della contestazione disciplinare e la conformità del procedimento disciplinare sono valutazioni che dipendono dalle risultanze probatorie e, salvo violazioni di legge chiaramente individuabili, sono sindacabili solo nei limiti del diritto.
- In caso di reciproca soccombenza parziale le spese possono essere compensate; cortesemente occorre verificare l'eventuale applicazione di contributi unificati aggiuntivi qualora previsti.
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