Cassazione Penale, Ordinanza n. 23083/2025 del 18/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La decisione di merito di condanna per evasione è quindi rimasta ferma.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Palermo che lo aveva condannato per il reato di evasione. Il ricorso investiva il giudizio di responsabilità e la sussistenza del dolo, sostenendo in sostanza che la decisione di merito fosse erronea sotto il profilo dell'elemento soggettivo e della colpevolezza. La Corte di cassazione ha però ritenuto il motivo inammissibile perché meramente riproduttivo di censure già esaminate e disattese dai giudici di merito, oltre che generico e non confrontato con la motivazione della sentenza impugnata.
Norme richiamate
È richiamato come base normativa del reato oggetto della condanna confermata in sede di merito, ossia l'evasione.
Cassa delle ammende
È disposta la condanna al pagamento di una somma a favore della Cassa delle ammende quale conseguenza dell'inammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- È inammissibile il motivo di ricorso per cassazione che si limiti a riproporre censure già esaminate e disattese dai giudici di merito, senza confrontarsi in modo specifico con la motivazione della sentenza impugnata.
- Il motivo è generico quando non individua puntualmente le ragioni di errore della decisione impugnata e non si misura con l'apparato argomentativo posto a fondamento della condanna.
- Nel giudizio di legittimità non è sufficiente contestare in modo assertivo il giudizio di responsabilità o la sussistenza del dolo, occorrendo una critica specifica e argomentata della motivazione di merito.
Come è indicizzato
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