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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19137/2022 del 16/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza d'appello che, riformando la sentenza di primo grado, lo ha ritenuto civilmente responsabile per l'esplosione di una bombola attribuendo la causa a un presunto "riempimento abusivo" effettuato dal Paladino. I rilievi principali sono: 1) la Corte d'appello sarebbe andata oltre i motivi di gravame della parte civile (ultra petita) valorizzando una fattispecie non dedotta (riempimento abusivo) in luogo del motivo effettivamente proposto (abbandono della bombola non completamente vuota); 2) vizio di motivazione e travisamento della prova, con argomentazioni meramente congetturali e senza elementi probatori che colleghino il riempimento abusivo all'imputato; 3) insufficienza e carattere meramente probabilistico della consulenza tecnica; 4) omissione della rinnovazione dell'istruttoria (art. 603 c.p.p.) dopo diversa valutazione dell'attendibilità delle prove dichiarative; 5) richiesta, ai sensi dell'art. 612 c.p.p., di sospendere l'esecuzione della provvisionale per condizioni economiche precarie.

La decisione

La Corte di Cassazione ha: 1) rigettato la richiesta di sospensione dell'esecuzione della provvisionale (art. 612 c.p.p.) per carenza probatoria circa un danno grave e irreparabile; 2) accolto il terzo motivo di ricorso ritenendo che la Corte d'appello abbia formulato una ricostruzione congetturale e non adeguatamente motivata (in particolare attribuendo all'imputato un riempimento abusivo senza elementi probatori idonei e in contraddizione con le risultanze di primo grado); 3) rilevato la violazione dell'art. 603 c.p.p. (secondo il principio affermato da Sez. U. "Cremonini"), perché la Corte d'appello avrebbe dovuto disporre la rinnovazione dell'istruttoria ove mutava la valutazione dell'attendibilità delle prove dichiarative decisive per l'assoluzione; 4) annullato la sentenza impugnata agli effetti civili e rinviato per nuovo giudizio al giudice civile competente in grado d'appello, demandando a quest'ultimo anche la regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità; 5) confermato il rigetto della sospensione della provvisoria esecuzione.

Norme richiamate

  • art. 597 cod. proc. pen.

    Richiamato nel motivo relativo all'ultra petitum: l'appello e le censure devono rispettare il perimetro delle doglianze dedotte; la Corte d'appello non può fondare la decisione su profili non devoluti alla sua cognizione dalle parti

  • art. 392 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in fatto per ricordare che il GIP aveva disposto una consulenza tecnica; la perizia raccolta in fase istruttoria ha formato parte del materiale valutato dal giudice di primo grado

  • art. 603 cod. proc. pen.

    La Corte ha rilevato la violazione di questa norma nella parte in cui, dopo un diverso apprezzamento dell'attendibilità delle prove dichiarative decisive, il giudice d'appello è obbligato a rinnovare l'istruttoria (principio rafforzato dalla giurisprudenza di legittimità, in particolare dalle Sezioni Unite "Cremonini")

  • art. 612 cod. proc. pen.

    Disciplina la sospensione dell'esecuzione della provvisionale: l'istante deve dimostrare un danno grave e irreparabile (es. insolvenza palese che renda impossibile il recupero), onere probatorio che nel caso non è stato assolto

  • art. 185 cod. proc. pen.

    Riferito nella difesa di ENI s.p.a.: la legittimazione ad essere chiamato responsabile civile sussiste solo nei casi previsti dalla legge in cui si risponda dell'operato dell'imputato

  • Sentenza Sez. U. n. 22065 del 28/01/2021 ("Cremonini")

    "Il giudice di appello che riformi, ai soli fini civili, la sentenza assolutoria di primo grado sulla base di un diverso apprezzamento dell'attendibilità di una prova dichiarativa ritenuta decisiva, è tenuto, anche d'ufficio, a rinnovare l'istruzione dibattimentale anche successivamente all'introduzione del comma 3-bis dell'art. 603 cod. proc. pen., ad opera della legge 23 giugno 2017, n. 103"

    Principio applicato dalla Cassazione per affermare l'obbligo di rinnovare l'istruttoria quando l'apprezzamento delle prove dichiarative, ritenute decisive per l'assoluzione, venga modificato in appello

  • Giurisprudenza citata (es. Sez. 5, n. 19351 del 18/12/2017 - Zambrelli)

    Richiamata in tema di sospensione dell'esecuzione: per ottenere la sospensione il ricorrente deve provare il pregiudizio eccessivo/danno grave e irreparabile

Massime di principio

  • La Corte d'appello non può decidere su profili di responsabilità diversi da quelli dedotti dalle parti in impugnazione: valutazioni "ultra petitum" possono legittimare l'annullamento in Cassazione
  • Se il giudice d'appello modifica la valutazione dell'attendibilità di prove dichiarative che erano decisive per l'assoluzione in primo grado, è necessario rinnovare l'istruttoria (anche d'ufficio) ai sensi dell'art. 603 c.p.p. alla luce del principio "Cremonini"
  • Argomentazioni basate su mere congetture o su ricostruzioni non supportate da elementi probatori concreti non sono idonee a fondare una condanna civile derivante da una sentenza di assoluzione
  • La sospensione dell'esecuzione di una provvisionale (art. 612 c.p.p.) richiede prova del danno grave e irreparabile: indicazioni generiche sullo stato economico non sono sufficienti
  • Consulenze tecniche da cui emergono solo ipotesi probabilistiche possono imporre l'approfondimento probatorio mediante rinnovazione o integrazione dell'istruttoria, specie se la decisione dipende dall'affidabilità delle stesse
  • In caso di annullamento agli effetti civili, la competenza per il nuovo giudizio viene rimessa al giudice civile competente per valore in grado d'appello, che regolerà anche le spese relative al giudizio di legittimità

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