Cassazione Penale, Sentenza n. 45837/2024 del 13/12/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte di appello di Roma: Malzone deduceva travisamento della prova relativamente a una videoripresa e censurava la ricostruzione che gli attribuiva responsabilita per specifiche corruzioni e turbative d'asta, lamentando che la sua appartenenza all'associazione non poteva automaticamente valere come prova del suo apporto ai reati-fine; Ruscior contestava la qualificazione della sua condotta come concorso nella corruzione (sosteneva mera connivenza/agevolazione) e la confisca disposta (somma di euro 71.000) non parametrata alla sola imputazione per la quale era stata condannata.
La decisione
Per Malzone: il ricorso e' stato rigettato; la Corte di cassazione ha ritenuto infondati i motivi di doglianza (travisamento della videoripresa, carenza probatoria e vizio logico) e ha confermato la valutazione dei giudici di merito secondo cui il suo ruolo intraneus e il collegamento funzionale con l'attivita di Ciferri giustificano l'attribuzione delle corruzioni e turbative d'asta. Per Ruscior: il ricorso e' stato in parte accolto esclusivamente in relazione alla confisca; la condanna per il capo 8) (promessa di dazione) e la permanenza della pena sono confermate, ma la confisca di 71.000 euro e' stata annullata perche' riferita a profitti di reati diversi da quello per cui e' stata effettivamente condannata e la promessa non ha prodotto un profitto confiscabile.
Norme richiamate
relativamente alle collegate contestazioni per il reato previsto dall'art. 353 cod. pen.
La Corte ha richiamato l'art. 353 nella parte in cui risultava intervenuta la prescrizione su contestazioni collegate; il richiamo serve a motivare la declaratoria di prescrizione per talune condotte.
Giurisprudenza consolidata (Sez.1, n. 2407/1987; Sez.6, n.10795/16/2/2021; Sez.5, n.40274/5/10/2021)
richiami a principi su valutazione delle prove indiziarie e sui limiti del ricorso per cassazione per travisamento della prova
La Corte applica i principi secondo cui: a) la sola appartenenza a un'associazione non e' automaticamente sufficiente a dimostrare la partecipazione ai reati-fine salvo che il quadro indiziario dimostri il necessario apporto funzionale del singolo; b) il ricorso per cassazione che contesti il travisamento della prova deve indicare l'atto, il dato incompatibile, fornire prova della verità e spiegare la decisività dell'atto rispetto alla motivazione impugnata.
Massime di principio
- La mera appartenenza ad un'associazione per delinquere non e' di per sé sufficiente a imputare automaticamente a ciascun associato tutti i reati-fine: occorre valutare se, nel contesto concreto, il contributo del singolo fosse funzionale e necessario alla commissione dei reati.
- In associazioni di dimensioni contenute e con ruoli ben distinti e funzionalmente collegati, la prova indiziaria che il sistema criminale operava in un ambito circoscritto e con modalita consolidate puo' legittimare l'attribuzione dei reati-fine ai singoli associati.
- In cassazione le doglianze sul travisamento della prova richiedono l'indicazione precisa degli atti e la dimostrazione della loro decisività; non e' ammessa una generica riesamina del merito probatorio.
- La confisca puo' essere disposta solo con riferimento a profitto o provento di reati per i quali il soggetto e' stato effettivamente condannato; promesse di corruzione non seguite da consegna spesso non producono un profitto confiscabile.
- Errori materiali o frasi parzialmente tronche nella motivazione non sempre determinano l'annullamento se il senso e la coerenza argomentativa complessiva della sentenza restano comprensibili.
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