Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 958/2023 del 13/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Firenze che, in sede di rinvio, aveva rigettato l'appello cautelare proposto dal ricorrente avverso il provvedimento del GIP che aveva respinto la richiesta di restituzione di somme e di un immobile sottoposti a sequestro preventivo per il reato previsto dall'art. 10-quater, comma 2, d.lgs. n. 74/2000 (indebite compensazioni di crediti inesistenti) per euro 72.622,67. Il ricorrente lamentava, in cassazione, l'erronea valutazione del rapporto tra giudizio cautelare e giudizio principale e la valutazione del fumus del reato, deducendo inoltre che il reato era ormai estinto per prescrizione.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse derivante da causa non imputabile al ricorrente, poiché, dopo il deposito del ricorso, è intervenuta la restituzione dei beni sequestrati in esecuzione della sentenza con cui il giudice del merito ha disposto non doversi procedere per intervenuta prescrizione e la restituzione delle somme ai sensi degli artt. 321 e ss. c.p.p. e 12-bis d.lgs. 74/2000. Non è stata disposta condanna alle spese né alcun versamento in favore della Cassa per le ammende; non sono stati rilevati profili di colpa a carico del ricorrente rispetto alla sopravvenuta causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 10-quater, comma 2, d.lgs. n. 74/2000

    indebite compensazioni di crediti inesistenti

    Costituiva la fattispecie di reato alla base del sequestro preventivo; il provvedimento cautelare era stato adottato in relazione a questa ipotesi di indebita compensazione per euro 72.622,67

  • artt. 321 e ss. c.p.p.

    Richiamati come base normativa per la restituzione delle somme sequestrate disposta dal giudice del merito dopo la sentenza di non doversi procedere

  • art. 12-bis, d.lgs. n. 74/2000

    Norma richiamata dal giudice del merito insieme agli artt. 321 e ss. c.p.p. per disporre la restituzione dei beni sequestrati

  • art. 323 c.p.p.

    Richiamato come fondamento del principio di cessazione della materia del contendere: la sopravvenuta restituzione dei beni ha determinato la carenza d'interesse alla decisione

  • Giurisprudenza: Sez. 4, n. 45618 del 11/11/2021 (Rv. 282549 - 01)

    Utilizzata per affermare che la sopravvenuta perdita di interesse non configura automaticamente soccombenza e quindi non comporta, di regola, condanna alle spese né obbligo di versamento alla Cassa per le ammende

Massime di principio

  • Se, dopo il deposito di un ricorso, intervengono fatti che determinano la restituzione dei beni o l'estinzione del diritto contestato (es. sentenza di non doversi procedere per prescrizione), il ricorso può essere dichiarato inammissibile per cessata materia del contendere.
  • La sopravvenuta carenza di interesse derivante da causa non imputabile al ricorrente non costituisce soccombenza: normalmente non si irrogano condanne alle spese né versamenti alla Cassa per le ammende.
  • Il rinvio a giudizio può limitare l'esame del fumus del reato in sede cautelare, ma tale valutazione perde efficacia se il procedimento principale si estingue o i beni vengono restituiti.
  • In situazioni analoghe conviene comunicare tempestivamente alla corte la sopravvenuta restituzione o altre decisioni intervenute nel processo principale, per evitare giudizi di merito ormai inutili e per ottenere la dichiarazione di cessata materia del contendere.
  • La Corte di Cassazione può rifiutare di decidere sul merito quando l'oggetto della controversia è venuto meno per eventi sopravvenuti, anche se il ricorso solleva questioni di diritto rilevanti.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.