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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16069/2024 del 17/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Verona che aveva annullato il decreto del 22/12/2023 con cui il pubblico ministero aveva convalidato il sequestro probatorio in via d'urgenza di uno smartphone e aveva convalidato il sequestro di una somma di denaro, in relazione a ipotesi di reato connessa all'art. 648-bis c.p.. Il Procuratore deduceva che la motivazione del decreto di convalida poteva considerarsi resa per relationem perché il decreto era stato redatto in calce al verbale di sequestro redatto dalla polizia giudiziaria e che gli elementi descrittivi del fatto e le finalita probatorie risultavano da altri atti di polizia giudiziaria (verbale di perquisizione e verbale di sequestro delle banconote); contestava inoltre la diversa qualificazione giuridica del fatto rilevata dal Tribunale (ricettazione nel verbale di PG vs riciclaggio nel decreto del PM).

La decisione

Il ricorso è stato ritenuto infondato. La Corte ha confermato che, anche se la motivazione per relationem è ammessa in astratto, il decreto di convalida deve comunque contenere o richiamare in modo chiaro e specifico tutti i requisiti indispensabili: descrizione, anche sommaria, dei fatti; indicazione del fumus commissi delicti; qualificazione del bene come corpo del reato o come cosa pertinente; e la concreta finalità probatoria perseguita. Nel caso di specie il decreto di convalida redatto in calce al verbale di sequestro dello smartphone non soddisfaceva tali requisiti, non indicava la descrizione del fatto, non specificava se il telefono fosse considerato corpo del reato o cosa pertinente, e non chiariva l'ipotesi di reato a fondamento del sequestro; non risultava inoltre alcun rinvio espresso ai verbali di perquisizione o di sequestro delle banconote. La carenza motivazionale ha reso impossibile la verifica del fumus commissi delicti e della congruità della finalità probatoria, giustificando quindi l'annullamento dell'atto impugnato disposto dal Tribunale

Norme richiamate

  • art. 648-bis cod. pen.

    Il reato contestato è richiamato come contesto della misura; la Corte osserva che, pur trattandosi di reati collegati (ricettazione/riciclaggio), la convalida del sequestro richiede comunque una motivazione che descriva i legami fattuali tra bene e reato e il fumus commissi delicti

Massime di principio

  • La motivazione del decreto di sequestro probatorio deve contenere, anche se sommariamente, la descrizione dei fatti e gli elementi che giustificano il fumus commissi delicti; il mero richiamo alla norma di reato è insufficiente
  • La motivazione per relationem è ammessa ma richiede un rinvio espresso e inequivoco ad atti specifici che effettivamente contengano tutti gli elementi necessari (descrizione dei fatti, rapporto di pertinenzialità, finalità probatoria)
  • È necessario indicare se il bene è ritenuto 'corpo del reato' o 'cosa pertinente' e spiegare le ragioni di tale qualificazione in relazione alla natura del bene e al reato ipotizzato
  • In caso di discordanza formale nella qualificazione del reato tra atti di polizia giudiziaria e decreto di convalida, la discrepanza non può supplire alla mancanza di una descrizione fattuale; la specialità tra reati non giustifica l'omissione della motivazione sostanziale
  • In sede di riesame il tribunale valuta l'astratta configurabilità del reato e la congruità degli elementi rappresentati per verificare l'idoneità a giustificare ulteriori indagini, non la fondatezza dell'accusa; se la motivazione non consente questa verifica il decreto deve essere annullato
  • Per evitare l'annullamento, il pubblico ministero deve o includere nel decreto di convalida gli elementi essenziali oppure richiamare testualmente gli atti cui si riferisce il decreto, assicurando che tali atti contengano realmente le informazioni necessarie

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