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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32881/2025 del 06/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 17/12/2024 che aveva rigettato la richiesta di detenzione domiciliare sostitutiva ai sensi dell'art.95 d.lgs. n.150/2022. La ricorrente, per mezzo del difensore, ha articolato un motivo denunciando violazione dell'art.58 legge n.689/1981 e vizio di motivazione contraddittoria e manifestamente illogica. Ha sostenuto che il titolo in esecuzione riguarda un furto in abitazione del 20/06/2014 e che successivamente risultano pene estinte per i reati "fine" in seguito a condotte riparatorie; inoltre il tentato furto del 2023 sarebbe stato estinto per risarcimento e remissione di querela. Da ciò, secondo la ricorrente, le affermazioni del giudice sull'attuale propensione a delinquere e sulla certezza di inosservanza delle prescrizioni sarebbero prive di fondamento.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione abbia correttamente valutato il complesso delle risultanze (denunce per truffa e associazione a delinquere del 2020, avviso orale del Questore di Torino del 05/12/2020, arresto per furto aggravato del 14/11/2023, precedenti e condanne del 2009, 2010 e 2019) e non abbia fondato la prognosi negativa esclusivamente sui precedenti penali. Il giudice ha dato rilievo anche all'epoca e alla natura dei comportamenti, nonché a condotte devianti recenti, per escludere l'applicabilità della pena sostitutiva; il percorso motivazionale è stato ritenuto privo di vizi manifesti. Rigetto del ricorso e condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, art. 95

    Norma che disciplina la possibilità di richiedere la detenzione domiciliare sostitutiva per pene detentive brevi; è la disposizione formale richiamata come base per l'istanza presentata dalla ricorrente.

  • legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 58

    Disposizione richiamata dal ricorrente in relazione ai criteri di sostituzione delle pene; la Corte ha ritenuto che la presunta violazione non fosse dimostrata alla luce della motivazione complessiva del giudice dell'esecuzione.

  • codice penale, art. 416

    Articolo relativo all'associazione per delinquere, citato perché la ricorrente ha riportato una condanna per tale reato; la Corte ha considerato tale precedente nella valutazione complessiva della pericolosità e affidabilità.

  • Cass. Pen., Sez. II, n. 45859 del 22/10/2024 (Peluso, Rv. 287348 - 01)

    in tema di pene sostitutive di pene detentive brevi, il giudice, anche a seguito delle modifiche introdotte dal d.lgs. 10 ottobre 2022 n. 150, non può argomentare la prognosi negativa in ordine adempimento delle prescrizioni da parte dell'imputato facendo esclusivo riferimento ai suoi precedenti penali, ma può trarre elementi di valutazione dalla natura e dal numero di essi, oltre che dall'epoca di commissione degli illeciti

    Principio richiamato dalla Corte per confermare che la valutazione del giudice dell'esecuzione deve essere complessiva: è vietato basarsi soltanto sui precedenti, ma è legittimo considerare natura, numero e epoca delle condanne e anche comportamenti successivi per formulare una prognosi sulla osservanza delle prescrizioni.

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione non può negare automaticamente una pena sostitutiva solo sulla base dell'esistenza di precedenti penali: tuttavia può valutare la natura, il numero e l'epoca di tali precedenti per formulare una prognosi negativa.
  • L'estinzione di singole pene per atti riparatori o per remissione della querela non azzera automaticamente la rilevanza del quadro criminale complessivo; comportamenti recenti (denunce, arresti, avvisi orali) possono pesare nella decisione.
  • Per ottenere con successo la detenzione domiciliare sostitutiva è utile dimostrare elementi concreti di affidabilità e di diminuito rischio di recidiva, e fornire prove di comportamenti positivi successivi alle condanne.
  • In sede di impugnazione in Cassazione la censura sulla motivazione richiede di dimostrare vizi manifesti nel percorso logico-giuridico del giudice dell'esecuzione; una valutazione complessiva motivata è difficilmente annullabile.
  • Avvisi orali e misure amministrative o indizi di recidiva recente hanno rilievo pratico nella prognosi e possono giustificare il rigetto della sostituzione anche se talune pene sono state estinte.

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