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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27895/2022 del 18/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva annullato la conversione in sequestro preventivo dell'autovettura intestata a MENNELLA. Il Procuratore contestava l'erronea applicazione dell'art. 321 c.p.p. e la manifesta illogicità della motivazione, sostenendo che per il sequestro impeditivo (preventivo) sia sufficiente il collegamento tra il reato e la cosa e non sia necessario un legame attuale tra reato e autore; inoltre riteneva che la disponibilità del bene da parte del terzo (anche se acquirente in buona fede) potesse comunque determinare aggravamento o protrazione delle conseguenze del reato (es. ulteriore alienazione a terzi).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto che il Tribunale del Riesame avesse fornito motivazione adeguata e coerente sull'insussistenza del periculum in mora rispetto a un terzo proprietario di buona fede, valorizzando elementi fattuali che escludono la probabilità che l'indagato mantenesse effettiva disponibilità del veicolo o che il bene potesse aggravare o protrarre le conseguenze del reato. La Corte ha inoltre richiamato che, trattandosi di trasferimento di proprietà in favore di un terzo di buona fede, il pregiudizio relativo al veicolo è già cristallizzato e non sussiste un rischio di aggravamento che giustifichi il sequestro preventivo.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Riferito ai presupposti del sequestro preventivo; la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia correttamente valutato la sussistenza del "periculum in mora" e del fumus commissi delicti alla luce degli elementi di fatto, escludendo il pericolo di aggravamento nel caso di terzo di buona fede

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma procedurale che disciplina le ordinanze in materia di sequestro preventivo; le decisioni adottate ai sensi di questo articolo sono oggetto del ricorso in Cassazione nei limiti stabiliti dall'art. 325

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Limita il ricorso in Cassazione avverso ordinanze di sequestro preventivo alle sole ipotesi di violazione di legge; la Corte ha richiamato che non è consentita la riesamina di valutazioni fattuali non manifestamente illogiche

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo di un bene proprietà di un terzo di buona fede è possibile solo se emergono elementi concreti e probabilistici che ne attestino la disponibilità effettiva all'indagato (es. fittizia intestazione, collusioni) o il rischio che la libera disponibilità possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato.
  • La buona fede dell'acquirente e il trasferimento effettivo della proprietà riducono fortemente la possibilità di disporre un sequestro preventivo, salvo prova contraria di un reale pericolo di aggravamento o di agevolazione di ulteriori reati.
  • La Corte di legittimità non riesamina semplicemente la valutazione dei fatti fatta dal giudice del merito, se questa è coerente e non manifestamente illogica: il ricorso in Cassazione contro ordinanze di sequestro è ammesso principalmente per violazioni di legge.
  • Nel formulare istanze di sequestro su beni di terzi, il pubblico ministero deve indicare elementi fattuali specifici che giustifichino il periculum in mora; generalizzazioni o deduzioni astratte non sono sufficienti.
  • Quando la proprietà è già trasferita a un terzo di buona fede, il pregiudizio relativo al bene può considerarsi cristallizzato e incompatibile con la finalità del sequestro preventivo, salvo che non emergano circostanze nuove che rendano possibile un aggravamento.

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