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Cassazione Penale, Ordinanza n. 10336/2026 del 18/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Napoli che aveva confermato la sua responsabilità per il reato di ricettazione in relazione a un'autovettura di provenienza illecita. Con l'unico motivo di ricorso ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione, lamentando anche il mancato riconoscimento dell'ipotesi attenuata della ricettazione. La Corte di cassazione ha rilevato che la censura si limitava a riprodurre, in modo sostanzialmente pedissequo, i motivi già proposti in appello e già disattesi, senza una critica puntuale alla sentenza impugnata; ha inoltre osservato che la doglianza tendeva a ottenere una nuova valutazione delle prove, attività estranea al giudizio di legittimità, e che la motivazione di merito aveva logicamente valorizzato il comportamento tenuto dall'imputata al controllo e il rilevante valore economico del veicolo per escludere la buona fede e negare l'ipotesi attenuata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Ha ritenuto non specifico il motivo, perché meramente reiterativo delle doglianze di appello, e comunque diretto a sollecitare una rilettura del compendio probatorio non consentita in sede di legittimità. È stata quindi confermata la decisione di merito sulla responsabilità per ricettazione e sul mancato riconoscimento dell'attenuante speciale.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    Norma incriminatrice della ricettazione; nel caso concreto la Corte richiama la sussistenza della provenienza illecita del bene e la consapevolezza dell'agente, nonché il mancato riconoscimento dell'ipotesi attenuata.

  • art. 648 c.p.

    specifica ipotesi attenuata

    L'attenuante speciale non è stata riconosciuta perché il valore economico rilevante dell'autovettura e il comportamento della ricorrente erano incompatibili con l'ipotesi meno grave.

  • art. 606 c.p.p.

    Il ricorso non può risolversi in una mera reiterazione delle doglianze di appello né in una richiesta di rivalutazione del materiale probatorio, estranea al sindacato di legittimità.

  • art. 591 c.p.p.

    È richiamato, in termini sostanziali, il requisito della specificità dei motivi di ricorso; la riproposizione pedissequa di censure già svolte in appello comporta inammissibilità.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti a riprodurre senza reale confronto critico i motivi già dedotti in appello, se non confuta puntualmente le argomentazioni della sentenza impugnata.
  • Nel giudizio di legittimità non è consentita una diversa lettura delle fonti di prova, salvo l'allegazione di specifici travisamenti delle risultanze processuali rilevanti ai fini della decisione.
  • Per escludere l'ipotesi attenuata della ricettazione possono assumere rilievo il comportamento dell'agente al momento del controllo e il significativo valore economico del bene, se valorizzati in modo logicamente coerente dalla motivazione di merito.
  • La mancanza di specificità del motivo di ricorso, quando accompagnata dalla richiesta sostanziale di nuova valutazione del fatto, conduce alla declaratoria di inammissibilità del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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