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Cassazione Penale, Ordinanza n. 27954/2025 del 30/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. È stata quindi mantenuta ferma la conferma di responsabilità per il reato in materia di stupefacenti, già pronunciata in appello.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello di Bari, in riforma della decisione del GUP del Tribunale, aveva ridotto la pena ma confermato la responsabilità penale dell'imputato per il reato di detenzione/cessione di stupefacenti aggravato. In cassazione è stato proposto un solo motivo, deducendo la mancanza di motivazione sul mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Corte di cassazione ha però rilevato che tale motivo era inammissibile perché, secondo la sentenza impugnata e il verbale dell'udienza in appello, il ricorrente aveva rinunciato anche alla doglianza relativa alle attenuanti generiche.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Il motivo di ricorso è inammissibile quando investe un capo della decisione sul quale la parte abbia espresso rinuncia nel corso del giudizio di merito, poiché manca un valido interesse a censurarlo in cassazione.
  • La rinuncia in udienza, risultante dal verbale e richiamata nella sentenza impugnata, preclude la deduzione in sede di legittimità della mancata motivazione su quel punto.
  • In caso di ricorso inammissibile, la Corte può condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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