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Cassazione Civile, Ordinanza n. 27293/2021 del 07/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (professionista)

La controversia

La controversia nasce dalla stipula, davanti a un notaio, di un atto di mutuo e del successivo atto di compravendita immobiliare in favore di un soggetto poi rivelatosi falsamente identificato. La banca aveva agito per ottenere il risarcimento dei danni asseritamente derivati dalla mancata diligente verifica dell'identità dell'acquirente/mutuatario. Il tribunale aveva accolto la domanda; la corte d'appello, inizialmente, aveva escluso la responsabilità del notaio; la Cassazione aveva cassato quella decisione per vizio motivazionale; in sede di rinvio la corte territoriale aveva invece affermato la responsabilità professionale del notaio e lo aveva condannato al risarcimento, con accoglimento della domanda di manleva nei confronti dell'assicurazione. Con il ricorso per cassazione il notaio deduceva: 1) violazione dell'art. 394 c.p.c., sostenendo che il giudice del rinvio avrebbe travisato la portata del giudicato rescindente e trasformato una censura sulla motivazione in un vincolo di accertamento della responsabilità; 2) violazione dell'art. 49 della legge notarile, assumendo che la norma non imponga un generico onere probatorio al notaio e che l'identificazione possa essere raggiunta anche mediante elementi ulteriori rispetto al documento d'identità, purché idonei a formare un convincimento di certezza; 3) omesso esame di un fatto decisivo, consistente nella truffa abilmente ordita ai danni del professionista mediante documenti falsi che avrebbero tratto in inganno anche la banca.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo e il secondo motivo, dichiarando assorbito il terzo. Ha ritenuto che la corte d'appello, quale giudice del rinvio, avesse correttamente dovuto applicare i principi già affermati in tema di identificazione notarile, ma avesse in concreto frainteso i limiti e il contenuto del vincolo derivante dalla precedente cassazione. La sentenza impugnata è stata quindi cassata in relazione ai motivi accolti e la causa è stata rinviata alla Corte d'appello di Torino, in diversa composizione, per la decisione nel merito e per la liquidazione delle spese anche del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    utilizzato come parametro per denunciare violazione di legge sostanziale e processuale

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    utilizzato per dedurre l'omesso esame di un fatto decisivo oggetto di discussione

  • art. 394 c.p.c.

    la sentenza rescindente vincola il giudice del rinvio nei limiti del decisum; il giudice di rinvio può riesaminare i fatti, ma deve conformarsi ai principi di diritto enunciati dalla Cassazione

  • art. 49 della legge 16 febbraio 1913, n. 89

    il notaio deve accertare l'identità delle parti con diligenza, prudenza e perizia professionale; la sola esibizione del documento di identità non è di per sé sufficiente, potendo rilevare anche altri elementi, purché idonei a fondare un convincimento di certezza

Massime di principio

  • Nel giudizio di rinvio, quando la cassazione sia intervenuta per vizio motivazionale, il giudice di rinvio conserva il potere di rivalutare i fatti già acquisiti e di indagarne altri, ma deve muoversi entro il perimetro del principio di diritto effettivamente enunciato dalla sentenza rescindente, senza attribuirle un contenuto decisorio diverso o più ampio di quello realmente pronunciato.
  • In tema di responsabilità del notaio per mancata corretta identificazione dei comparenti, l'obbligo professionale non si esaurisce nella verifica formale del documento esibito: l'identità deve risultare da un convincimento di certezza formatosi sulla base di una pluralità di elementi, anche presuntivi, purché gravi, precisi e concordanti.
  • La responsabilità del notaio può essere esclusa solo se l'identificazione del comparente sia stata raggiunta, al momento dell'atto, con diligenza, prudenza e perizia, secondo tutte le circostanze concrete del caso, e non mediante un mero riscontro della corrispondenza tra nome dichiarato e documento di identità.
  • L'eventuale esistenza di una truffa ben congegnata o di documenti falsi non esonera automaticamente il notaio da responsabilità: occorre verificare se, nonostante l'illecito altrui, il professionista abbia comunque assolto l'obbligo di verifica secondo lo standard professionale esigibile.

Come è indicizzato

MaterieResponsabilità professionaleImpugnazioni
RamiResponsabilità civileProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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