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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33041/2024 del 22/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per il capo 16 (partecipazione, aggravata, con ruolo apicale, ad associazione di stampo 'ndranghetista) e aveva annullato la custodia per il capo 48 (estorsione aggravata). Il ricorrente deduce tre motivi: 1) violazione di legge e vizio di motivazione sulla gravità indiziaria, in particolare per l'uso di una pronuncia del GIP non definitiva e peraltro annullata da questa Corte; 2) mancata e generica dimostrazione dei gravi indizi circa la sua partecipazione con ruolo apicale (si rileva un unico colloquio in carcere con il nipote Felicetta e non prove concrete di dirigere la cosca da Voghera); 3) insufficienza delle esigenze cautelari o possibilità di misure meno afflittive.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso sul profilo della gravità indiziaria. Ha ritenuto che la sentenza del GUP, su cui il Tribunale del riesame aveva in parte fondato la propria valutazione, non abbia valore indiziario nei confronti del ricorrente perché non definitiva e anzi annullata con rinvio da questa Corte. Gli ulteriori elementi addotti (un incontro isolato, conversazioni che evocano "ruolo importante" e riferimenti al mantenimento in carcere con proventi illeciti) sono stati ritenuti insufficienti a dimostrare la concreta partecipazione apicale. La Corte ha però ricordato il principio secondo cui lo stato di detenzione non esclude a priori la partecipazione del sodalizio, ma in mancanza di prove sufficienti l'affermazione della gravità indiziaria non regge. Per queste ragioni l'ordinanza impugnata è annullata e il procedimento è rinviato al Tribunale del riesame di Catanzaro per nuovo giudizio; la Cancelleria è incaricata degli adempimenti previsti.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Una sentenza non definitiva o annullata non può costituire, da sola, fondamento dell'esistenza dell'associazione o della partecipazione di un indagato: se la pronuncia è stata annullata, il suo valore indiziario è fortemente ridotto o nullo.
  • La detenzione non esclude a priori la possibilità di mantenere un ruolo nel sodalizio, ma occorrono prove concrete e specifiche (contatti ripetuti, modalità di comunicazione, atti esecutivi) che dimostrino il mantenimento di funzioni direttive; colloqui isolati o generiche affermazioni sulla "considerazione" del soggetto sono spesso insufficienti.
  • Per sostenere la gravità indiziaria in materia associativa è necessario un impianto probatorio complessivo e circostanziato: bonificazioni indiziarie occasionali o riferimenti generici a legami familiari non bastano.
  • Se le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con misure meno afflittive e mancano gravi indizi fondati, il provvedimento cautelare deve essere revocato o moderato; l'onere di dimostrare esigenze concrete grava sulla pubblica accusa.
  • In presenza di vizi di motivazione o insufficienza degli indizi la via corretta è l'annullamento con rinvio per un nuovo giudizio di riesame, affinché siano valutati nuovamente gli elementi probatori alla luce delle osservazioni della Corte.

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