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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23209/2024 del 10/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna per il reato di evasione per vizio di notifica del decreto di citazione a giudizio. Il ricorrente sostiene che, essendo detenuto per altra causa dal settembre 2017, la notifica doveva essere eseguita a mani proprie nel luogo di detenzione ai sensi dell'art. 156 c.p.p. o, comunque, secondo le regole previste, e non presso il domicilio o al difensore. Si deduce la nullità assoluta della notifica (art. 179 c.p.p.) e si contesta che la rinuncia a comparire non possa sanare tale nullità, poiché l'imputato non avrebbe avuto effettiva conoscenza dell'atto.

La decisione

Ricorso rigettato. La Corte di Cassazione ha ritenuto la notifica regolare perché lo stato di detenzione dell'imputato non risultava dagli atti iniziali e non era noto al giudice che procedeva; pertanto non sussisteva l'obbligo di notificare nel luogo di detenzione. La citazione a giudizio era stata eseguita al domicilio eletto in Aprilia, a mani della madre convivente, modalità ritenuta legittima alla luce della giurisprudenza di legittimità (Sez. U., n.12778/2020) quando è ragionevole attendersi che i familiari informino l'imputato. La Corte ha inoltre rilevato che, successivamente, il giudice aveva disposto la traduzione per assicurare la partecipazione dell'imputato e che l'imputato aveva rinunciato a comparire; infine la citazione in appello era stata notificata direttamente all'imputato. Per questi motivi non si è riconosciuta alcuna lesione del diritto di difesa. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 156 cod. proc. pen.

    Prevede la notifica a mani proprie per l'imputato detenuto; la sua applicazione richiede che il giudice sia a conoscenza dello stato detentivo per quel procedimento, mentre se il detenuto è tale per altra causa la notifica al domicilio può essere regolare se lo stato di detenzione non risultava agli atti.

  • art. 161 cod. proc. pen.

    Regola la possibilità di notificare al difensore; il ricorrente sosteneva che la notifica fosse stata eseguita al difensore, ma la Corte ha ritenuto che in realtà la notifica fosse avvenuta al domicilio a mani della madre convivente.

  • art. 171 cod. proc. pen.

    Citato come norma processuale rilevante nella motivazione del ricorso (richiami alle regole di notifica e comunicazione degli atti), senza estratto testuale nel ricorso.

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Disciplina le nullità assolute e la loro insanabilità; la difesa aveva invocato l'insanabilità della nullità della notifica, ma la Corte ha ritenuto che, dato l'effettivo svolgimento delle garanzie difensive e la conoscenza dell'atto, non sussistesse una nullità insanabile.

  • Sez. U., n. 12778 del 27/02/2020 (giurisprudenza)

    Principio secondo cui la notifica a familiari conviventi è regolare quando è ragionevole ritenere che questi, per vincoli di fiducia e relazione, comunicheranno l'atto all'imputato detenuto per altra causa, soprattutto quando lo stato di detenzione non è noto al giudice.

Massime di principio

  • La notifica a mani proprie in carcere (art. 156 c.p.p.) è obbligatoria se l'imputato è detenuto per il procedimento in questione; se la detenzione riguarda altra causa, la necessità di notificare in carcere dipende dalla conoscenza dello stato detentivo da parte del giudice.
  • Se lo stato di detenzione non risulta dagli atti e non è noto all'ufficio giudicante, la notifica al domicilio eletto, anche se eseguita a mani di un familiare convivente, può essere considerata valida e idonea a garantire la conoscenza dell'atto.
  • La notifica ai familiari è ammissibile quando è ragionevole ritenere che, per rapporti di fiducia e convivenza, consegneranno l'atto all'imputato; tale valutazione è fattuale e richiede verifica degli atti.
  • La nullità della notifica è insanabile solo se sussistono i presupposti delle nullità assolute; se l'imputato ha comunque avuto effettiva conoscenza dell'atto o sono state adottate misure per garantirne la partecipazione (es. disposizione di traduzione), l'eccezione di nullità può essere infondata.
  • Per evitare contestazioni, difesa e parti devono comunicare tempestivamente allo stato del procedimento e all'autorità giudicante la presenza di stato detentivo e l'indirizzo di detenzione, allegando documentazione, così da determinare correttamente la sede di notifica.

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