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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17773/2022 del 04/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente contestava la qualificazione giuridica del fatto: secondo la difesa la condotta non costituiva furto ma appropriazione indebita, poiché l'energia elettrica era sottratta al condominio di cui l'imputato faceva parte. Perciò si chiedeva l'annullamento senza rinvio per mancanza di querela (argomentazione connessa alla diversa perseguibilità dei reati).

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Catanzaro per un nuovo esame. La Suprema Corte ha individuato che dai fatti accertati non risulta chiarito se la manomissione abbia determinato la deviazione dell'energia verso impianti ad uso esclusivo del ricorrente (configurante il reato di furto, art. 624 c.p.) oppure abbia riguardato energia destinata e effettivamente servente le parti comuni (configurante eventualmente appropriazione indebita, art. 646 c.p.). Poiché la qualificazione dipendeva da questo accertamento di fatto, la sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo scrutinio di merito.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen. (furto)

    La Corte ha richiamato l'art. 624 nella giurisprudenza secondo cui integra il reato di furto la condotta del condomino che, mediante allaccio abusivo a valle del contatore condominiale, si impossessi di energia destinata ad impianti comuni e la distolga a vantaggio del proprio consumo esclusivo: è furto quando manca un autonomo potere di disposizione dell'agente sulla cosa sottratta.

  • art. 646 cod. pen. (appropriazione indebita)

    La norma è stata richiamata nella distinzione con il reato di furto: l'appropriazione indebita sussiste quando l'agente dispone in modo incompatibile di un bene sul quale già esercita un autonomo potere di fatto (potere dispositivo). Nel contesto condominiale, ciò si verifica per l'energia che, transitando attraverso il contatore, serve concretamente le parti comuni e può rientrare nei limiti dell'esercizio del potere dispositivo del singolo.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 5 n. 115 e n. 117 del 07/10/2021 e 13/10/2021; Sez. U n. 52117 del 17/07/2014, Prevete; Sez. 4 n. 54014 del 25/10/2018, ecc.)

    La Corte ha richiamato consolidati precedenti secondo cui la distinzione fra furto e appropriazione indebita dipende dall'esistenza di un autonomo potere di fatto dell'agente sulla cosa. Se l'energia viene deviata dopo il contatore verso impianti esclusivi, si è in presenza di furto; se invece riguarda l'uso dell'energia che concretamente serve le parti comuni entro l'esercizio del potere dispositivo, si può configurare appropriazione indebita.

Massime di principio

  • Per qualificare penalmente l'allaccio abusivo di energia condominiale occorre accertare se l'energia sottratta sia stata destinata esclusivamente al consumo individuale: se sì, la fattispecie tende a configurare il furto (art. 624 c.p.); se l'uso rientra nel potere dispositivo del condomino sugli impianti comuni, si può trattare di appropriazione indebita (art. 646 c.p.).
  • La distinzione decisiva è l'esistenza di un 'autonomo potere di fatto' del soggetto sulla cosa: quando manca, la condotta è sottrattiva e integra il furto; quando c'è abuso di un potere già posseduto, può integrarsi l'appropriazione indebita.
  • La prova tecnica e la ricostruzione dinamica dell'impianto elettrico (sopralluoghi, rilievi sui contatori, verifiche del punto di derivazione del flusso) sono essenziali: i giudici devono stabilire se la deviazione avveniva a valle del contatore e alimentava esclusivamente impianti privati.
  • Se dai fatti accertati non emerge in modo chiaro la destinazione dell'energia, la decisione di merito è viziata e la Cassazione può annullare e rinviare per un nuovo esame.
  • Sul piano procedurale, identificare correttamente la fattispecie è rilevante anche per profili di procedibilità (ad es. distinzione fra reati perseguibili d'ufficio e reati che richiedono querela), pertanto la qualificazione giuridica non può essere presunta ma richiede accurato accertamento istruttorio.

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