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Cassazione Penale, Ordinanza n. 25141/2026 del 03/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice di merito)

La controversia

La decisione riguarda due ricorsi congiunti proposti nell'interesse di due imputati, avverso la sentenza della Corte d'appello di Bologna. Il fatto contestato è una truffa online ex art. 640 c.p., in relazione alla quale la difesa chiedeva l'assoluzione perché il fatto non sussiste. Con il primo motivo si deducevano violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che la Corte territoriale avesse erroneamente valorizzato il dato della intestazione della carta utilizzata per il pagamento e la successiva estinzione della carta poche settimane dopo i raggiri, e che la motivazione si fondasse su una lettura non corretta delle prove. Con il secondo motivo si invocava l'art. 131-bis c.p., chiedendo il riconoscimento della particolare tenuità del fatto; la difesa sosteneva che il reato dovesse essere ritenuto non punibile in ragione delle circostanze concrete della vicenda.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha ritenuto il primo motivo meramente diretto a ottenere una rivalutazione del compendio probatorio, attività preclusa in sede di legittimità, e ha reputato la motivazione della Corte d'appello immune da vizi logici e giuridici. Ha inoltre ritenuto manifestamente infondato il secondo motivo, osservando che il giudizio sulla particolare tenuità del fatto è rimesso alla discrezionalità del giudice di merito e che, nel caso concreto, la Corte territoriale aveva correttamente valorizzato l'insidiosità delle condotte, il non trascurabile danno economico e il carattere non episodico del fatto. Ai ricorrenti sono state inoltre poste le spese processuali e la somma di euro tremila ciascuno in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 640 c.p.

    La truffa online è stata ritenuta logicamente dimostrata sulla base delle emergenze probatorie valutate dal giudice di merito, in particolare dall'intestazione della carta usata per il pagamento e dalla sua successiva estinzione poco dopo i raggiri.

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto è giudizio discrezionale del giudice di merito, censurabile in cassazione solo per mancanza o manifesta illogicità della motivazione; nel caso concreto è stata esclusa per insidiosità della condotta, danno economico non trascurabile e non episodicità del fatto.

  • art. 133 c.p.

    È richiamato come parametro per la valutazione della particolare tenuità del fatto ai fini dell'art. 131-bis c.p.

  • art. 640 cod. pen.

    È la norma sostanziale richiamata nel motivo di ricorso per contestare la sussistenza della truffa online.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentita una rilettura del materiale probatorio né una nuova valutazione della capacità dimostrativa delle prove, quando il ricorso si risolva nella mera contrapposizione di una diversa ricostruzione fattuale rispetto a quella accolta dal giudice di merito.
  • Il vizio di travisamento della prova ricorre solo quando si deduca che il giudice abbia fondato la decisione su una prova inesistente oppure su un risultato probatorio oggettivamente diverso da quello reale; non è sufficiente lamentare una diversa lettura degli elementi già valutati.
  • Il giudizio sulla particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. va compiuto alla luce dei criteri dell'art. 133 c.p. ed è rimesso alla discrezionalità del giudice di merito, sindacabile in cassazione solo nei limiti della mancanza o della manifesta illogicità della motivazione.
  • Ai fini dell'esclusione della particolare tenuità del fatto possono assumere rilievo l'insidiosità della condotta, il danno economico non trascurabile e la non episodicità dell'azione, quali indici ostativi alla declaratoria di non punibilità.

Come è indicizzato

MaterieTruffaCause di non punibilità
RamiDelitti contro il patrimonioParte generale
SottomaterieTruffa online
IstitutiParticolare tenuità del fattoOnere della prova

Testo integrale

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