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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14049/2024 del 05/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che aveva annullato la misura cautelare in carcere a carico di Pace per il reato di cui all'art. 416-bis c.p. (partecipazione alla "cosca Megna" per la gestione di investimenti nel settore del gaming). Il ricorso deduceva vizio di motivazione per presunta mancanza, illogicità e contraddittorietà: secondo il ricorrente il Tribunale avrebbe errato nell'escludere la gravità indiziaria fondandosi su una ricostruzione congetturale (che Pace avesse investito a titolo personale e che Arena avesse rimborsato a titolo solidaristico), in contrasto con intercettazioni che indicherebbero spartizioni di proventi e sostegno associativo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il motivo generico e meramente confutativo, osservando che il Tribunale del riesame ha fornito una motivazione non manifestamente illogica e ha valorizzato passaggi delle conversazioni (anche relativi alla richiesta di restituzione del denaro da parte di Pace) trascurati dal ricorrente. La Corte ha richiamato il principio secondo cui il sindacato di legittimità è limitato al controllo della congruenza e adeguatezza della motivazione e non può sostituirsi alla valutazione di merito del giudice del riesame.

Norme richiamate

  • art. 416-bis c.p.

    Norma contestata in relazione alla partecipazione ad associazione di tipo mafioso; la Corte ha esaminato la valutazione degli indizi rispetto a tale fattispecie e ha ritenuto congrua la motivazione del tribunale nel respingere la gravità indiziaria.

  • art. 416-bis.1 c.p. (richiamato nella memoria difensiva)

    Richiamato come precedente giurisprudenziale (nel procedimento "Johnny") per evidenziare esclusioni dell'aggravante nel settore del gaming; non è stato però decisivo nel provvedimento impugnato.

  • Sez. U, n. 11 del 22/03/2000, Audino, Rv. 215828 (giurisprudenza)

    Principio di diritto richiamato: in sede di cassazione la verifica riguarda l'adeguatezza e la congruenza della motivazione del giudice del riesame rispetto ai canoni della logica e ai principi che governano l'apprezzamento delle risultanze, senza possibilità di riesame del merito probatorio.

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione che censuri la motivazione del giudice del riesame deve indicare con precisione vizi logico-giuridici concreti: le censure meramente confutative o alternative sono inammissibili.
  • La Corte di legittimità non può sostituirsi al giudice del merito nella valutazione degli indizi: controlla solo se la motivazione è congrua, logica e adeguata.
  • Nelle valutazioni fondate su intercettazioni è essenziale considerare il contesto e i passaggi significativi (non solo estratti): un'omissione o diversa valorizzazione può giustificare la decisione del giudice del riesame.
  • Per impugnare con successo un provvedimento di annullamento della misura cautelare per carenza di gravità indiziaria bisogna dimostrare che la motivazione è manifestamente illogica, contraddittoria o omissiva in punti rilevanti e non limitarsi a proporre ricostruzioni alternative dei fatti.
  • Richiamare precedenti che abbiano escluso aggravanti in settori analoghi può essere utile ma non è risolutivo se il giudice ha fornito adeguata motivazione sul diverso quadro probatorio.

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