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Cassazione Penale, Ordinanza n. 25199/2026 del 03/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi, rilevando che i motivi erano meramente reiterativi di questioni già trattate e disattese in appello e che, comunque, il primo motivo era manifestamente infondato alla luce dell'orientamento consolidato sulla nozione di invasione ex art. 633 c.p. Conseguentemente ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di euro tremila ciascuno alla Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

I ricorsi sono stati proposti nell'interesse di due imputati, contro la decisione di appello che aveva confermato la responsabilità per invasione di terreni o edifici e per la fattispecie collegata di cui all'art. 639-bis c.p. I motivi dedotti erano tre: (1) violazione di legge e carenza di motivazione sul giudizio di responsabilità per i reati contestati; (2) violazione di legge, carenza e illogicità della motivazione sul diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., con riguardo in particolare a uno dei ricorrenti; (3) violazione di legge per la mancata sostituzione della pena in favore dell'altro ricorrente. La Corte osserva che tali censure erano in sostanza reiterative di doglianze già proposte in appello e puntualmente respinte, e che esse si risolvevano in richieste di rivalutazione del merito. Quanto al primo motivo, la Corte ribadisce che, nel delitto di invasione di terreni o edifici, l'"invasione" non richiede necessariamente modalità violente, potendo consistere anche in un'occupazione contra ius mediante opere sine titulo su suolo altrui, senza che rilevi l'acquiescenza protratta del proprietario.

Norme richiamate

  • art. 633 c.p.

    Il delitto di invasione di terreni o edifici non presuppone necessariamente violenza; può realizzarsi anche con occupazione contra ius e costruzione di opere sine titulo su suolo altrui.

  • art. 639-bis c.p.

    Norma richiamata come parte della contestazione, unitamente all'art. 633 c.p., senza ulteriori precisazioni nel testo.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata esclusa in ragione della considerevole durata e della stabilità dell'occupazione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione sono inammissibili i motivi che si limitano a reiterare doglianze già dedotte in appello e già motivate in modo non illogico dal giudice di merito.
  • La nozione di invasione di terreni o edifici comprende anche l'occupazione contra ius realizzata senza violenza fisica, ad esempio mediante opere costruite senza titolo sul suolo altrui.
  • Ai fini dell'art. 131-bis c.p., la durata apprezzabile e la stabilità della condotta possono escludere la particolare tenuità del fatto.
  • La valutazione sulla sostituzione della pena resta incensurabile in cassazione quando sia sorretta da argomentazione conforme ai parametri di legge e fondata sulla gravità del fatto e sulla personalità dell'imputato.
  • La mera acquiescenza del proprietario protratta nel tempo non elide di per sé la configurabilità dell'invasione penalmente rilevante.

Come è indicizzato

MaterieDanneggiamentoCause di non punibilitàImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fattoOnere della prova

Testo integrale

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