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Cassazione Penale, Ordinanza n. 35288/2025 del 29/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che tutti i motivi erano aspecifici e generici, perché non confrontati con la motivazione della sentenza d'appello, che è stata ritenuta logicamente corretta e coerente. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che lo aveva ritenuto responsabile di una truffa, articolando sei motivi tutti diretti a contestare la tenuta della motivazione sulla dichiarazione di responsabilità. Secondo l'ordinanza, i motivi erano generici e indeterminati perché non rispettavano i requisiti di specificità dell'art. 581, comma 1, lett. c) c.p.p.: non indicavano puntualmente gli elementi posti a base delle censure e non si confrontavano con la motivazione impugnata. In particolare, il primo motivo negava la prova della partecipazione materiale dell'imputato, ma ignorava il dato ritenuto pacifico della ricezione del bonifico sul suo conto; il secondo contestava il conseguimento del profitto, senza confrontarsi con la motivazione secondo cui il conto era stato bloccato solo dopo la denuncia e, comunque, la truffa si era consumata quando il denaro era confluito sul conto; il terzo, il quarto e il quinto si limitavano a critiche apodittiche sulla colpevolezza e sulla valutazione delle prove; il sesto, infine, censurava la congruità della pena senza misurarsi con la motivazione della sentenza sulla determinazione della pena al minimo edittale e sulla successiva riduzione per il rito.

Norme richiamate

  • art. 581, comma 1, lett. c), c.p.p.

    privi dei requisiti prescritti dall'art. 581, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    L'impugnazione deve contenere motivi specifici e determinati; la loro genericità o indeterminatezza, specie quando non si confrontino con la motivazione della sentenza impugnata, determina l'inammissibilità del ricorso.

  • Cassa delle ammende

    somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende

    In caso di ricorso inammissibile, il ricorrente è condannato al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, oltre alle spese processuali.

Massime di principio

  • I motivi di ricorso per cassazione devono essere specifici, puntuali e correlati alla motivazione della decisione impugnata; censure astratte o meramente assertive sono inammissibili.
  • La mancanza di confronto con i passaggi decisivi della sentenza impugnata integra genericità del motivo e impedisce alla Corte di esercitare il proprio sindacato.
  • In materia di truffa, il profitto e la consumazione del reato possono ritenersi realizzati quando la somma sia accreditata sul conto del soggetto agente, anche se il prelievo non sia poi avvenuto per cause sopravvenute.
  • La critica alla quantificazione della pena deve misurarsi con la motivazione del giudice di merito; se la pena è già stata determinata nel minimo edittale e ridotta per il rito, non può essere invocata una ulteriore diminuzione in assenza di specifiche ragioni.

Come è indicizzato

MaterieTruffaImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
SottomaterieTruffa online
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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